Esteri
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19/02/2026 11:23

L’ex principe Andrea arrestato

Lo scandalo Epstein e la perdita dei titoli reali: l'uomo che ha messo in imbarazzo la Corona

di Redazione

Londra – Andrea di Windsor è stato arrestato oggi nella sua casa di Sandringham. Fratello di Re Carlo, fino a poco tempo fa conosciuto come principe Andrea, Duca di York, è il terzogenito della regina Elisabetta e del principe Filippo. Nato nel 1960, ha servito come ufficiale nella Royal Navy e ha partecipato alla guerra delle Falkland nel 1982, guadagnandosi inizialmente rispetto come membro della famiglia reale con incarichi istituzionali e di rappresentanza per il Regno Unito. La vicenda di Andrea – una volta considerato un principe brillante e popolare – è diventata uno dei capitoli più difficili e controversi nella recente storia della monarchia britannica. Dalla sfera pubblica è stato progressivamente escluso, segnando un cambiamento simbolico e pratico nel modo in cui la Corona affronta scandali e accuse di questo tipo: non più solo protezione e tutela dell’immagine, ma azioni concrete anche quando i protagonisti sono membri di spicco della famiglia reale.

La sua reputazione ha iniziato a incrinarsi nei primi anni 2000 per la relazione di amicizia con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense poi condannato per reati sessuali e traffico di minorenni.

Epstein, morto suicida in carcere nel 2019, era al centro di uno dei maggiori scandali di abusi e sfruttamento sessuale della nostra epoca. La vicenda esplose pubblicamente con forza nel 2019 quando Andrea rilasciò un’intervista alla BBC per difendere la sua immagine, giudicata da molti “disastrosa” e priva di empatia verso le vittime delle reti di Epstein. In quella occasione il principe negò le accuse e il suo coinvolgimento nei crimini, ma l’effetto sui media e sull’opinione pubblica fu fortemente negativo.

Il caso più eclatante fu la causa civile intentata negli Stati Uniti dalla Virginia Giuffre, una delle donne sostenute come vittime di Epstein. Giuffre sostenne che Andrea avrebbe avuto rapporti sessuali con lei quando lei aveva 17 anni, dopo essere stata trafficate da Epstein attraverso le sue reti. La causa fu depositata nel 2021 presso un tribunale federale di New York sotto il Child Victims Act. Nel 2022 la causa fu risolta con un accordo extragiudiziale: il principe pagò un indennizzo di importo non reso pubblico e si impegnò anche a fare una “donazione sostanziale” a un’organizzazione di beneficenza per vittime di abusi. Sebbene l’accordo non implichi un’ammissione di colpa, Andrea rilasciò una dichiarazione legale in cui esprimeva “dispiacere” per la sua associazione con Epstein, senza però riconoscere specificamente le accuse di Giuffre.

Negli anni successivi lo scandalo non si è affievolito. Il suo nome ricomparve più volte in nuovi documenti e rivelazioni legate all’inchiesta sui file di Epstein, che hanno portato a ulteriori indagini da parte delle forze dell’ordine britanniche, inclusi sospetti di traffico di persone e revisioni di voli legati all’aereo privato di Epstein, il cosiddetto “Lolita Express”. In ottobre e novembre 2025 Re Carlo III (suo fratello) ha avviato e completato un processo formale per revocargli i titoli reali, incluso quello di principe, e per ordinargli di lasciare la residenza reale a Windsor. Da allora Andrea è conosciuto come Andrew Mountbatten Windsor, senza privilegi ufficiali e senza ruolo nella famiglia reale istituzionale.

Nel febbraio 2026 nuove rivelazioni e documenti pubblicati dalle autorità statunitensi e britanniche hanno riacceso le indagini sulle attività passate del principe, con diverse forze di polizia del Regno Unito che hanno valutato elementi relativi al traffico di minori e ad altri possibili reati collegati all’ambiente di Epstein. Sulla scena politica e giudiziaria resta forte la posizione che “nessuno è al di sopra della legge”, come ribadito anche dal premier britannico. Oggi è arrivato l’arresto con l’accusa di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein nella sua ex veste di emissario commerciale del governo di Londra.