di Redazione
Modica – “Sono pronto a dimostrare,conti alla mano,che l’annunciata esternalizzazione della refezione scolastica da parte dell’Amministrazione di Modica, porterà un risparmio pressoché nullo,rispetto ad un peggioramento della qualità dei pasti ed al grave disagio occupazionale di 13 famiglie che da anni lavorano al servizio,e che,da un giorno all’altro, saranno gettate in mezzo alla strada”.
Con questa dichiarazione l’ex Sindaco di Modica, Piero Torchi, boccia in toto l’annunciata riforma del servizio di refezione scolastica annunciata dall’Amministrazione Buscema qualche giorno fa in conferenza stampa, ed oggetto di dure critiche da parte delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori coinvolti nella vertenza. “ La riapertura delle cucine comunali –prosegue Torchi- aveva determinato un netto miglioramento della qualità dei pasti, a costi assolutamente contenuti, con innovazioni uniche in provincia,quali la preparazione dei pasti per i celiaci. L’esternalizzazione fa tornare indietro di anni la qualità del servizio,giustificandola con un risparmio che è falsato nei parametri dalla mancata inclusione del costo del lavoro dei 10 dipendenti comunali,con specifica formazione, destinati allo stesso, non conteggiato nelle tabelle economiche” Perplessità vengono espresse da Torchi anche in ordine alla tempistica:” Che senso ha,mi chiedo,- conclude l’ex Sindaco – dopo aver accumulato nell’avvio del servizio un ritardo senza precedenti,farlo partire a i primi di marzo,per tenerlo in vita poco più di due mesi, con difficoltà organizzative prevedibili, e senza aver ascoltato il parere dei Dirigenti Scolastici? E soprattutto, che senso ha creare disagio ai 13 lavoratori, rischiando di espellerli dal mercato del lavoro, per soli due mesi,piuttosto che finire l’anno scolastico in regime di proroga,ed avviare poi,in vista del nuovo corso,una corretta interlocuzione sindacale e concertativa anche con i dirigenti scolastici? Forse non tutti sanno che in questi mesi i bambini di asili e scuole elementari hanno potuto mangiare a scuola solo grazie ai sacrifici dei propri genitori e grazie all’inventiva dell’organizzazione scolastica,nell’assenza di indicazioni e soluzioni da parte dell’Amministrazione.”
Deciso l’appello finale di Torchi: “Invito l’Amministrazione pertanto in maniera costruttiva a sospendere le procedure d’appalto, ad insediare un tavolo di concertazione vera tra le organizzazioni sindacali, i Dirigenti scolastici ed i tecnici del Comune, ed a spostare all’inizio del prossimo anno scolastico ogni decisione. Se cosi non dovesse accadere il risultato sarà pasti immangiabili per i bambini, nessun risparmio per l’Ente,13 famiglie sul lastrico, 10 dipendenti comunali di specifica professionalità da ricollocare,ed un’annunciata, per mantenere i costi,rete di subappalti che certo non potrà essere prevista dal bando di gara”.
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