di Redazione

PALERMO, 3 MAR Come può vivere una ragazzina poco più di una bambina, il ruolo di mamma a 16 anni? Non parliamo di adesso, ma di 45 anni addietro. È questo il racconto semi autobiografico dell’autrice, Daniela Accurso, con il suo primo lavoro dal titolo “Una storia capovolta” (edizione Albatros il Filo, pp. 148, euro 12,50). Tra gags, dimenticanze, drammi, divorzi ed un epilogo che è un colpo di scena, riesce a ripercorrere la sua breve infanzia e a raccontarsi alle prese con un figlio, nonostante la sua carica e la voglia di vivere, da accudire con tanta responsabilità. Una storia capovolta proprio perché da quasi bambina si trova a gestire il mondo degli adulti, a subire, reagire, ma anche soffrire. Uno spaccato di vita che si legge tutto d’un fiato, rifacendosi alla corrente letteraria del new journalism, il cui capostipite è Truman Capote. La narrazione è quasi una sequela di foto scattate con la scrittura. Incisiva, senza preamboli o retorica, l’autrice va al cuore della trama, con efficacia ed un tempismo coniugando l’estro artistico con la ritmica letteraria assai vivace. “Sono sempre stata in controtendenza dice l’autrice . In un Paese dove tutti scrivono e pochi leggono,anche io ho deciso cimentarmi nelle storie per creare un filo diretto con chi vorrà seguirmi in questa avventura che fa sorridere ma anche commuovere”. (ANSA).
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