Cultura
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24/01/2026 22:54

Libri, L’amaro fiore del cappero, la seconda edizione

Un libro di Aristide Libero

di Francesco Pellegrino

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Scicli – Dopo una prima pubblicazione a Madrid del romanzo “L’amaro fiore del cappero” ho deciso di ripubblicarlo in Italia. Scritta tra aprile e maggio del 2008 a Madrid, l’opera ripropone le atmosfere magiche e struggenti del Sud-est siciliano, profondamente cambiato dall’epopea garibaldina, che fanno da cornice alle vicende narrate.

Una storia d’amore ancillare e un mondo d´intrighi e di passioni restituiscono, per quanto possibile intatta, l’immagine di una Sicilia aristocratica e decadente, superba e magnifica.

La Sicilia post-unitaria, eroicamente rappresentata da Virginia, la protagonista, figlia di un’aristocrazia tradita e delusa dall’epopea garibaldina, ha per sfondo non più Palermo e il protagonismo della sua classe politica, ma il Sud-est più provinciale dell’Isola, perso in un isolamento storico millenario, immerso in una solitudine mediterranea struggente e malinconica.

Gli intrighi, gli amori e le passioni che diedero vita e corpo all’ultimo tentativo della classe baronale di rendersi autonoma e indipendente, sono narrati con il pessimismo che da sempre accompagna i siciliani che scrivono sulla loro terra.

La storia, nata a Madrid, in effetti è il frutto di memorie sedimentate affidate per anni alle lunghe notti d’inverno, quando la parola e il suo racconto erano i veri protagonisti di un rapporto affettivo ed esistenziale tra una donna, già arrivata al suo capolinea centenario, e un ragazzo avido di conoscere una vita in cui non era stato e che, per questo, lo incuriosiva.

La malinconica rivisitazione dei fatti, la lontananza della terra che agì da vero detonante, l’accorato suggerimento di alcuni carissimi amici a non far disperdere questo mondo magico d’affetti e il fortuito ritrovamento, presso la Biblioteca Nazionale di Spagna, di documenti pubblicati in occasione delle celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia fecero il resto.

Il romanzo non ha un valore storico: molti luoghi e vicende sono stati travisati volutamente, come molte vite rivisitate e raccontate sono state adattate dall’estro narrativo.

Tanta verità, tuttavia, è occultata fra le sue pagine. E non poteva essere diversamente, perché l’unico scopo della mia scrittura è stato rendere immortali, attraverso il ricordo, uomini e donne che quelle vicende vissero da assoluti protagonisti e chi, poi, le custodì e le raccontò.

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