L'interesse di Mussolini per l'industria asfaltiera
di Giuseppe Savà
Ragusa – A Ragusa, il 15 dicembre 1917, apparve nel territorio la A.B.C.D. (Asfalti, Bitumi, Combustibili liquidi e Derivati). Dal punto di vista tecnico, fu introdotta una grande novità dall’ingegnere De Bartolomeis i “forni gasogeni” grazie ai quali la A.B.C.D., con questa invenzione unica al mondo, distilla l’olio grezzo direttamente dal calcare bituminoso. L’olio così ottenuto verrà distillato e trasformato in olio lubrificante. Nel 1937 la stessa società cominciò a costruire il “Forno Roma”, dal nome del suo inventore, l’ingegnere che riuscì ad ottenere dall’asfalto una benzina adatta per i motori a scoppio.
A tal proposito si suppone che l’importanza assunta in quegli anni dall’industria asfaltifera di Tabuna, abbia indotto Benito Mussolini a proclamare, nel dicembre 1926, la “Provincia di Ragusa” a discapito di Modica, come tutti si attendevano.
L’industria asfaltifera subì un nuovo blocco con lo scoppio della seconda guerra mondiale, ma con l’armistizio la situazione non tornò alla normalità;Il mercato dell’asfalto naturale cessò di esistere più, anche perché dai residuati del petrolio, gli americani riuscirono ad ottenere un prodotto simile all’asfalto ragusano ma con costi di produzione molto più bassi.
La mobilitazione degli operai, tornati dalla guerra e trovatisi senza lavoro, fu decisiva, per indurre le Autorità ad una riconversione dell’impianto industriale; nel 1951 la crisi venne superata con la realizzazione di un cementificio progettato dall’ing. Riccardo Moranti: L’Asfalto, Bitumi, Cementi e Derivati; questo stabilimento, grazie ad un elaborato processo di raffinazione, utilizzava il bitume sottostante come combustibile, mentre dal calcare privato del bitume otteneva cementi ed inerti per l’edilizia;nel 1960 al cementificio si aggiunge il petrolchimico l’impianto che produsse l’etilene, la base del polietilene, cioè la plastica.
L’avventura dell’ABCD si chiuse definitivamente nel 1968. Lo stabilimento viene venduto all’Anic, società del gruppo ENI.
L’ENI è diventata padrona dell’intero comparto industriale tramite altre società: Insicem, Ibla Spa, Somicem.
Allo stato attuale la zona comprende una serie di miniere a cielo aperto nell’area di Castelluccio, una delle quali si è trasformata nel corso degli anni in un laghetto montano, e la miniera sotterranea di Contrada Steppenosa il cui interno ha uno sviluppo di oltre 1.600 metri di gallerie e presenta nel settore di Sud-Ovest un invaso le cui acque, in alcuni punti, raggiungono l’altezza di tre metri. Sempre in contrada Steppenosa si trovano i ruderi del montacarichi e della sala caldaia adibiti all’estrazione mineraria.Da questo stesso punto si riesce a scorgere, seguendo la valle dell’Irminio, lo stabilimento sito in contrada Tabuna.
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