di Redazione
Reazioni furibonde, sorprendenti. Delusione, sconcerto. Poco ci manca che non volino i piatti in casa PD. Ma non erano nella pace degli angeli, come dicevano i nostri nonni? Le liste sbagliate non bastano a giustificare tanto furore, qualcosa covava sotto la cenere. Si respira una diffidenza di fondo, non ci sono state pause di attesa, nessuno si è guardato attorno, non si è lasciato decantare il problema, come si fa quando si è in dimestichezza con la “controparte”.
Non c’è spirito di bandiera – il tempo per assumerlo non è stato sufficiente – né voglia di ragionare sulle decisioni che sono state assunte a Roma sulle candidature. Nelle ultime ore i dissidenti, gli esclusi, gli scontenti si stanno organizzando, non c’è una regia unitaria, ma ci si intende facilmente perché l’obiettivo è uno solo: il ripensamento, alquanto improbabile.Le due correnti interne al PD che si muovono con maggiore solerzia sono “A sinistra di Veltroni” e gli Ecodem, ma accanto a loro ci sono i gruppi dirigenti di Siracusa e Ragusa, dai quali sono venute le reazioni più forti, perché le due province non hanno alcuna rappresentanza nelle liste. Il Vice Presidente del gruppo parlamentare dell’Ars, De Benedictis, ha detto senza mezzi termini che si tratta di “liste sbagliate, perfino offensive”.Sono in corso delle raccolte di firme con l’intento di ottenere la convocazione dell’assemblea costituente del partiti in Sicilia. La richieste è accompagnata da una “mozione di sfiducia” nei confronti del segretario regionale, Genovese, e del vice segretario, Russo, ai quali viene addebitata l’acquiescenza rispetto alle scelte fatte. Il Presidente dell’assemblea costituente e Giuseppe Lumia, deputato uscente e, in un certo senso, la pietra dello scandalo, perché non ha ottenuto la deroga cui aspirava per avere guidato (da presidente prima e vice presidente dopo) la Commissione parlamentare antimafia. Se Lumia convocherà la Commissione il rischio che segretario e vice segretario siano “dimissionati” è serio, e non è una bella prospettiva alla vigilia del voto. E’possibile dunque che Lumia gestisca questo passaggio in modo flessibile e che venga convinto da Veltroni di evitare un braccio di ferro incompatibile con il momento elettorale. Per queste ragioni vaste aree del dissenso non ripongono grandi chances su di lui. Senza l’Assemblea il dissenso rimarrebbe un fuoco di paglia? Certo, la posta in gioco è alta. La composizione della liste è l’ingresso in Parlamento. Non si tratta di mettere dentro qualcuno per farlo correre, si tratta di nominarlo senatore o deputato, oppure di lasciarlo nel guado, facendogli sognare il seggio o ancora buttarlo nell’agone senza speranza, magari con la prospettiva di un premio il giorno dopo. Questo conta in ciò che sta succedendo.
Genovese lamenta l’esasperazione del clima, atteggiamento compatibile con il personaggio, ma è logico che sia il frangiflutti delle istanze locali. Del resto, lo “scippo” che il dissenso lamenta non è da poco, tre parlamentari nella Sicilia orientale e tre nella Sicilia occidentale, offerti al capo dell’Ufficio stampa di Franceschini, alla moglie di Puero Fassino, alla figlia di Salvatore Cardinale, al teodem Enzo Carra.
Le reazioni più vivaci, comunque, si sono registrate per l’esclusione di Peppe Lumia, storico personaggio dell’antimafia siciliana. Si è conquistato una solida immagine di “persecutor” politico, e quindi l’esclusione è stata comunicata nei media come un affievolirsi dell’interesse dei democratici verso i temi della legalità e della lotta al crimine organizzato. Siamo convinti che non c’entri niente l’antimafia con le scelte fatte, e lo sanno bene anche coloro che protestano vivacemente. Lumia è stato trattato come gli altri, tre legislature e quindi ritorno al “servizio civile”. Deroghe? Solo Enzo Bianco, per il quale, in definitiva, qualche buona ragione c’è nel consentirgli la permanenza. Fino a ieri appariva l’uomo della provvidenza con la sua bozza di riforma della legge elettorale e pareva che con il passare dei giorni le sue virtù taumaturgiche prendessero corpo. E’ andata male, ma lui ha avuto una visibilità straordinaria. Metterlo fuori sarebbe stato davvero un azzardo. E a proposito di azzardo, riteniamo che sia tale denunciare l’esclusione di Lumia come una scelta che può indebolire la lotta alla mafia, Lumia è stato un buon deputato, crediamo che il suo lavoro possa essere svolto anche da altri. Se non si fosse commesso l’errore di escludere Lumia le liste sarebbero state esenti da critiche?No, perché esse non rispondono ad alcun criterio riconoscibile, non sono state accompagnate da un ragionamento che potesse essere condiviso o respinto, comunque comprensibile, non sono state preparate nemmeno con i personaggi di maggior spicco, come appunto Lumia. Gli “esterni” al territorio che non hanno meriti speciali, non possono accampare benemerenze particolari né hanno una immagine che “aiuta” la lista, anzi l’appesantisce. Antonio Bartoccelli, coordinatore regionale della formazione “a sinistra con Veltroni”, ritiene che si sia fatto un “assisti” a Lombardo, dando la sensazione che la Sicilia non conti nulla in campo nazionale. Magari è così, ragiona Bartoccelli, ma non bisognerebbe dimostrarlo necessariamente in campagna elettorale.La vecchia tradizione di candidare le personalità politiche di grande levatura, gente che fa opinione, sta dentro la sinistra italiana, ma non quella di assegnare seggi “siciliani” a chi non ne trova altrove, che viene percepita solo nepotismo, a prescindere dalla parentela, e fa danno due volte: danno emergente e lucro cessante, come ricordano i ragionieri. Gli strali si sono appuntati sulla candidatura della figlia di Salvatore Cardinale, Daniela. Beh, qui la sfida al buonsenso è davvero audace. Gettare nel tritacarne dell’agone politico un giovane, magari con tutte le qualità he servono, senza prevedere le reazioni, appare davvero incomprensibile appunto perché non si tratta di candidature ma di nomine.
Qualcuno è stato colto di sorpresa per il fatto che si protesti? Che si trovi sconveniente regalare il seggio a una giovinetta il cui merito noto è di essere figlia di papà, dopo avere fatto ragionamenti difficili sui bamboccioni?La sinistra del PD si consola, ritenendo che tutto questo è dovuto al fatto che la Sicilia è stata consegnata alla Margherita. E’ vero, non c’è più, ma in realtà c’è ancora. Pensiero confortevole, non c’è dubbio. Allora, qualcosa che non funziona. Ed è questo: la nomina di senatori e deputati “inquina” pure l’aria che si respira. La scelta viene compiuta sulla base dell’affidabilità.
Chi viene nominato deputato o senatore deve rispondere delle sue iniziative e delle sue decisioni al dante causa. Ciò provoca una severa selezione delle intelligenze sulla base della disponibilità a contrarre una obbligazione. Non c’è contrattazione né patti leonini da stipulare, ma è così nei fatti, a prescindere dalla volontà dei “contraenti” –
Gli umori del PD nel riepilogo dell’Ansa.
Ieri l’Agenzia Ansa ha proposto un utile riepilogo delle reazioni alle liste siciliane del PD. Esso ospita le voci principali e, sopratutto, rappresenta gli umori del partito.
“”Non condivido la scelta di non candidare alle elezioni nazionali Beppe Lumia, il cui impegno contro la mafia e per la legalità è sempre connesso ad un serio percorso riformista per lo sviluppo della Sicilia”. Lo afferma la candidata del centro sinistra Anna Finocchiaro. “In ogni caso, la mia lista alle elezioni regionali – aggiunge – è a sua disposizione: sarei onorata della sua candidatura e della sua collaborazione al governo della Regione”.
Nelle liste ci sono figli di boss di partito, assessori trombati nel comune di Roma e addetti stampa di esponenti emiliani, non c’é un singolo rappresentante della società civile”.
La componente Ecodem del Partito Democratico in Sicilia spara a zero sulla composizione delle liste per le Politiche e chiede la “testa” dei vertici regionali del partito: il segretario Francantonio Genovese e il suo vice, Tonino Russo. E’ solo una delle tante reazioni dopo che è stato reso noto l’elenco dei candidati per la Camera e il Senato.
A suscitare una pioggia di critiche sono in particolare due decisioni: la candidatura della figlia dell’ex ministro Salvatore Cardinale e l’esclusione dalla lista del vicepresidente della commissione antimafia Beppe Lumia. “Portare in Parlamento – afferma Renato Ruggiero, membro dell’Assemblea Costituente Regionale del Pd – la figlia senza meriti e a tutti sconosciuta di un ras politico costretto a non candidarsi in prima persona per la sesta volta da un regolamento sacrosanto è un comportamento di agghiacciante arroganza, autolesionistica stupidità e indifendibile debolezza che se non fermato immediatamente arrecherà danni elettorali gravissimi”.
Un’analisi condivisa, anche se con toni più soft, da uno degli eclusi “eccellenti”, Beppe Lumia: “Trovo sconcertante la presenza di alcune candidature e che il Partito democratico in Sicilia non abbia la stessa forte energia che sta dimostrando nelle altre regioni. Prima di sollecitare il rinnovamento ad altre formazioni politiche bisogna partire da dentro casa propria”.
L’ex presidente della commissione antimafia non nasconde anche le sue riserve su un altro suo collega di partito che invece è stato ricandidato, Mirello Crisafulli, coinvolto in passato in indagini antimafia poi archiviate. “Credo che la sua presenza non sia compatibile con l’obiettivo di dare fiducia e forza a quella Sicilia che vuole il cambiamento”.
A sostegno di Lumia si schierano anche Rita Borsellino e lo scrittore Carlo Lucarelli. Ma il segretario del Pd, Walter Veltroni, ribatte alle accuse: “Io sono refrattario all’idea che ciascuno consideri se stesso l’antimafia. L’antimafia è una pratica e non una persona. Lumia è un amico – aggiunge – penso che verrà a lavorare con me. E poi in Sicilia abbiamo candidato Finocchiaro e Borsellino e in Calabria De Sena”. “Le critiche alle liste sono spropositate. Quelle che saranno presentate alla Camera e al Senato sono state stilate tenendo conto di precisi vincoli”, afferma Genovese. E la Finocchiaro propone a Lumia: “la mia lista alle elezioni regionali – aggiunge – è a sua disposizione: sarei onorata della sua candidatura e della sua collaborazione al governo della Regione” Ma quella di Lumia non è l’unica “grana”. In una lettera indirizzata ai segretari nazionale e regionale del Pd e Finocchiaro, l’ufficio politico della provincia di Siracusa “esprime il proprio profondo disaccordo con le liste elettorali predisposte a Roma senza alcun legame con il territorio”.”L’esclusione della provincia di Siracusa dalle posizioni eleggibili delle liste – si legge nella missiva – è un fatto di gravità senza precedenti”.
E anche il segretario della Cgil di Palermo, Maurizio Calà, critica la decisione di non puntare più in Sicilia su Loredana Ilardi, la lavoratrice part time del call center Alicos, rappresentante sindacale aziendale della Slc-Cgil, che era stata indicata come possibile capolista alla Camera nella circoscrizione Sicilia Occidentale e che invece si trova adesso al nono posto, praticamente fuori gioco
Fonte: Siciliainformazioni.com
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