di Redazione
Liste uniche che scoppiano, liste sdoppiate che si uniscono, doppie candidature (regionale e nazionali), partiti alleati in Sicilia e nemici nella Penisola (Udc e Pdl) o concorrenti (PD e Sinistra Arcobaleno), conversioni sul filo di lana e ripensamenti, la tagliola degli sbarramenti: l’election day, la composizione e ricomposizione dei partiti (divorzi e schieramenti freschi di giornata) stanno consegnando all’opinione pubblica un volto diverso a questa campagna elettorale. Difficile orientarsi, facile sbagliare.
L’elettore che vota Udc, apprende che il suo partito si è alleato, di fatto, con il Pdl, mentre ascolta i leaders dell’Udc e del Pdl confrontarsi aspramente e senza esclusione di colpi. L’elettore di centrosinistra deve fare una scelta fra i due schieramenti, PD e Sinistra Arcobaleno, che hanno un candidato unico alla Regione siciliana, mentre i leaders dei due schieramenti polemizzano fra loro. L’elettore di AN, nelle elezioni regionali, è invitato a votare per una delle due liste “unite” che il suo partito sta mettendo in piedi insieme al Pdl: una avrà le insegne del Pdl, l’altra si chiamerà Alleanza azzurra, in entrambi confluiranno i candidati dei due partiti, che si contenderanno le preferenze. L’elettore di AN voterà certamente per il candidato che esce dalle file di AN, ma il suo voto potrebbe non essere sufficiente per farlo eleggere; il suo come quello di tanti altri elettori di AN, perché tradizionalmente il numero di preferenze concesse a un candidato di AN è inferiore a quelle ottenute da un candidato di Forza Italia. C’è il rischio che tutti, o quasi, i candidati espressi da AN facciano la fine del topo, inseguito e alla fine preda del gatto. Non è come alle nazionali, laddove basta sapere dove sei stato inserito per renderti conto che potrai essere eletto o meno, e tutto perciò è contrattabile per tempo, trattandosi di “nomine” in attesa di ratifica popolare.La politica bara, evidentemente, ma a questo, a quanto pare, non c’è riparo.Vale la pena di ricordare, a proposito di liste uniche ed alleanze di ferro, un vecchio illustre precedente che risale al battesimo della Repubblica, quando i socialisti diedero vita al Blocco del Popolo con i comunisti, uscendone con le ossa rotta, perché i comunisti erano un esercito compatto mentre i socialisti sceglievano l’uomo giusto. Il Fronte popolare segnò la disfatta socialista e consegnò al Pci il primato della sinistra e dell’opposizione italiana, ubna svolte che avrebbe modificato il destino della democrazia italiana. Nella circostanza presente, tuttavia, la disciplina di partito non ha ospitalità in nessuno schieramento. Ma gli azzurri sono più tonici e, tranne eccezioni, sono abituati ad investire maggiori risorse degli alleati in campagna elettorale. Nelle convention sono degli specialisti, nel catering un pò meno. Comunque, la scelta è fatta ed assisteremo ad una competizione intensa all’interno delle due liste “uniche”. Sulla seconda, Alleanza azzurra, eserciterà una specie di protettorato il presidente dell’Assemblea, Gianfranco Miccichè, il quale hapromesso una campagna elettorale su web e solo su web, ed ha organizzato con il suo blog una specie di concorso per candidati, invitando i blogger boys a presentare i curricula. Egli ha detto anche che ad aspirare alla candidatura sono stati tanti, 180 , e che fra quelli vaglierà accuratamente le aspirazioni di ognuno, avvalendosi della preziosa consulenza di Marcello dell’Utri, il quale a sua volta, farà una selezione fra gli iscritti ai suoi circoli. Apriamo una parentesi a proposito dei circoli.
Confessiamo la nostra imperdonabile ignoranza: non sappiamo se i circoli di Dell’Utri sono gli stessi della Brambilla, la quale proprio nei giorni scorsi ha organizzato il suo d-day, nominando il Presidente regionale dei circoli della obertà o “circoli della Brambilla”, come vengono comunemente intesi. Ora tre sono le cose: o sono i circoli di dell’Utri che la Brambilla ha fatto suoi, o circoli della Brambilla sui quali Dell’Utri esercita una influenza politica decisiva, essendone il padre nobile, o infine sono circoli di diversa istituzione e permanenza: circoli della Brambilla da una parte e circoli di dell’Utri dall’altra.
In quest’ultimo caso, ci sarebbero più circoli che città in Sicilia. Non che questo guasti la campagna elettorale, anzi mette…in circolo, ci si perdoni il bisticcio di parole, risorse giovani in abbondanza.
La Brambilla non ha dato indicazioni precise ai suoi circioli, ma conoscendo Dell’Utri,nel caso che i circoli della Brambilla e di Dell’Utri siano la stessa cosa, è assai probabile che non ci si fermi al web, che è però un esperimento d’avanguardia. I blogger boys faranno da cavia ad una campagna elettorale all’americana; se funziona, il loro pionierismo sarà premiato.
Alleanza azzurra è attesa però per altre ragioni: dovrebbe partecipare all’elezione di Raffaele Lombardo, ma stando a ciò che ha detto e ripetuto in tutte le salse l’uomo della seconda lista, cioè Miccichè, potrebbe non trovare l’entusiasmo necessario per scendere in campo in modo convinto. Ma a tutto c’è rimedio. Il protettorato sulla lista non sarà totale, una fetta di territorio viene lasciata ai big dei due schieramenti che nella lista ufficiale del Pdl non trovano lo spazio di eleggibilità utile..
Miccichè, dopo una lunga serie di pensamenti e ripensamenti, ha deciso di candidarsi alla Camera dei deputati, che era la prima opzione espressa alla vigilia dello scontro con Totò Cuffaro.
Fonte: Siciliainformazioni.com
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