di Redazione
Una lettera aperta per chiedere ufficialmente al Presidente dell’Ars Gianfranco Micciche’ di fare “un passo indietro” nella candidatura a Presidente della Regione Sicilia e’ stata scritta dall’assessore regionale al Bilancio della Sicilia, Guido Lo Porto allo stesso Micciche’.
“Caro Presidente – si legge nella lettera che domani verra’ pubblicata dal settimanale ‘Il Siciliano’ – non e’ possibile che nel giro di un mese, da quando Cuffaro si e’ dimesso, o poco prima, i rapporti all’interno della Casa delle Liberta’ si siano tanto alterati da produrre l’irreversibile rottura attualmente sotto gli occhi di tutti. Non e’ possibile che tanta rabbiosa acredine sia esplosa, malgrado anni di feconda collaborazione, e tanta irrispettosa polemica abbia inondato le pagine dei giornali, malgrado il dovere di misura e di autocontrollo di chi detiene alte funzioni istituzionali”.
E ancora: “Non e’ possibile che, al cospetto di tale spettacolo, i Partiti proseguano la propria opera politica senza svolgere il compito di interventi duri e risolutivi. Non e’ possibile tutto cio’ senza che esistano ragioni ben profonde o retroscena che, ora, proviamo a smascherare. Sappiamo bene che ,al di la’ delle dottrine e della rappresentazione di interessi, la politica e’ anche una gara fra uomini: in tal senso, e’ comprensibile che un Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, nutra ambizioni alte e si qualifichi per maggiori ruoli: e’ vecchia come il cucco la tentazione di farsi largo sbracciando in danno di amici e colleghi, purche’ tuttavia vengano rispettate le regole del vivere civile e di comportamenti cavallereschi, senza dei quali la gara diventa scorretta e appare intollerabile a quanti amano azioni leali e trasparenti”.
“Per carita’ – continua Lo Porto – niente e’ accaduto che possa determinare l’irrimediabile declino di Cuffaro; ma e’ di tutta evidenza che la botta della sentenza e le successive dimissioni abbiano colpito la sua figura, indebolendone il peso sia politico che personale. Avere infierito, da questo momento, contro Cuffaro, portando a compimento una operazione di demolizione iniziata prima, quando il dito fu rivolto contro il cuffarismo, e’ apparsa cosa altamente cinica e spregiudicata, perche’ vengono travalicati i limiti della ragion politica quando maramaldescamente si trae profitto dall’apparente debolezza dell’avversario”.
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