di Redazione
In occasione dei 45 anni della storica galleria di Piazza del Popolo, nove artisti rievocano a modo loro il Don Chisciotte un omaggio al «Cavaliere dalla triste figura». Dieci opere, otto delle quali inedite realizzate dagli artisti nel 2007, tutte di piccole dimenzioni ma di grande qualità, accurate nella definizione raffinate nell’esecuzione, gioielli di pittura ad olio, acquarello e disegni che raramente si ha l’occasione di vedere, merito, ovviamente, degli artisti e di chi ha ne curato la mostra, Giuliano de Marsanich e Giulia Collina.
Trattato come malinconica sottile insidia, il tema è forte e possente, dalle potenzialità sociali esplosive che suggerisce una futura manifestazione ben più eclatante, ma questa è una mia personale suggestione che esula dallo scritto stesso. Il catalogo della mostra accoglie i testi di quattro autori e storici amici della Don Chisciotte – Fulvio Abbate, Luca Canali, Vincenzo Consolo e Maurizio Scaparro – che propongono una personale riflessione sull’ingenioso hidalgo di Cervantes.
«Lo sventurato ma positivo eroe di tutte le cause illusoriamente perse a difesa delle idealità frantumate dalla brutalità del pragma economicosociale… una specie di buffo ma insieme commovente capro espiatorio di una società incapace di generosità e di sia pur illudente fantasia», secondo la lettura che ne fa Luca Canali.
Un Don Chisciotte ripensato anche nel suo ruolo di ispiratore e nume tutelare della galleria di via Brunetti, fondata nel 1962 da Giuliano de Marsanich. Come nel breve ritratto che Fulvio Abbate dedica al fondatore: «Anche Giuliano de Marsanich, a suo modo, assomiglia a un Don Chisciotte, per il modo che ha di coltivare laicamente la memoria, gli scacchi, la conversazione, la rivolta, l’ironia, il sarcasmo, per le sue mani di artista e artigiano».
Ma anche, secondo la riflessione suggerita da Maurizio Scaparro, il Don Chisciotte utopista e visionario, paragonabile all’artista nel momento in cui si libera degli schemi prestabiliti e attinge al profondo di sé: «C’è da chiedersi se quella di Don Chisciotte fu vera follia. O piuttosto una consapevole ribellione al linguaggio e al comportamento pianificato che esclude o emargina alcune volontà o possibilità profonde dell’uomo».
Infinite chiavi di lettura e interpretazioni, come ben spiega Vincenzo Consolo alla fine del suo scritto: «E si potrebbe continuare all’infinito. Perché infinito è questo romanzo, che non si conclude con la morte del Cavaliere dalla Triste Figura, del “sublime pazzo”, come lo chiama Unamuno, ma continua e continua nel tempo; infiniti sono “i deserti e gli incroci di strade”; e il “lugar de la Mancha” non è senza nome ma ha tutti i nomi, tanti quanti sono i villaggi del mondo».
LA GALLERIA DON CHISCIOTTE
La Galleria Don Chisciotte è attiva dal 1962, anno della fondazione per opera di Giuliano de Marsanich, primo cugino di Alberto Moravia. «Immagino che dirigere una galleria d’arte sia un po’ come dirigere una rivista letteraria. (…) Prima di tutto, penso che bisognerebbe avere delle idee autonome, indipendenti, assolutamente senza relazione con le idee preesistenti in giro, come se si fosse piombati dalla luna».
Sono i consigli dello scrittore al suo amico e cugino, quando, quarantacinque anni fa, si accingeva a dare inizio all’avventura della Don Chisciotte. «Ma se non si hanno queste idee così nuove e così straniere – aggiungeva Moravia – almeno bisognerebbe cercare di non mettersi in fila con gli altri. Di pensare almeno il contrario, che non è una posizione troppo forte ma è sempre meglio di niente».
Consigli che allo stesso tempo offrono una riflessione sulla funzione culturale della galleria d’arte e sul delicato ruolo del gallerista.
«Le gallerie (…) dovrebbero servire a presentare, lanciare ingegni giovani e sconosciuti. Questo, naturalmente, è tutt’altro che facile. I giovani di valore oggi non rimangono sconosciuti che lo stretto necessario. C’è il pericolo di scambiare per ingiustizia ciò che è semplicemente mancanza di talento. Ma bisogna pur tuttavia correre questo rischio».
Attualmente la Galleria Don Chisciotte espone opere di Vladimir Pajevic, Ana Kapor, Jonathan Janson, Pedro Cano, Alejandro Kokocinski, Gérard Trignac, Erik Desmazières, Mario Sironi, Carlo Guarienti, Mordecaï Moreh, Jiri Anderle, Roberto Stelluti, Albin Brunovski, Carlo Cattaneo, Jean-Pierre Velly.
Accanto all’esposizione di quadri ed opere grafiche, è presente una collezione che comprende burattini, marionette e sculture in cartapesta realizzate dallo stesso de Marsanich. Una sezione della galleria è dedicata ai giocattoli d’epoca, in particolare quelli con meccanismo a carica di marche storiche come Gunthermann, Lehmann, Schuco, Arnold, Marx, Linemar, Ingap, Marchesini ecc.
La galleria ospita anche spettacoli di marionette e burattini, presentazioni di libri ed eventi culturali.
La Galleria Don Chisciotte è diretta da Giuliano de Marsanich (Roma 1929) e Giulia Collina (Bologna 1975).
DON CHISCIOTTE ALLA DON CHISCIOTTE
UN OMAGGIO DI NOVE ARTISTI AL «CAVALIERE DALLA TRISTE FIGURA»
Francesco Balsamo, Pedro Cano, Piero Guccione, Pierluigi Isola, Jonathan Janson, Ana Kapor, Giuseppe Modica, Mordecaï Moreh, Vladimir Pajevic.
DA VENERDÌ 16 NOVEMBRE 2007
GALLERIA DON CHISCIOTTE
via Brunetti 21a/b, Roma, fino al 6 gennaio 2008
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