Attualità
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24/08/2007 08:56

Lombardo apre le porte dell’Mpa a Minardo

di Redazione

«Con Riccardo Minardo ci sentiamo piuttosto spesso, essendo ottimi amici. E anche per questo importante motivo non escludo un suo prossimo ingresso nel Mpa». Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l’autonomia, spazza via più di un dubbio sul futuro politico del deputato nazionale modicano, ma senza sbilanciarsi troppo. «Non c’è ancora nulla di concreto – prosegue Lombardo – ma è chiaro che ne parliamo. Bisogna che si aggiustino un po’ di cose. Ci vuole pazienza perché con la fretta si rischia di compiere passi falsi. E questo non ce lo possiamo proprio permettere».
Anche se Lombardo date non ne ha voluto annunciare, pare proprio che Riccardo Minardo potrebbe lasciare Forza Italia a inizio autunno, per accasarsi con il Mpa. Si tratterebbe di un autentico terremoto politico. Cambierebbero molti equilibri e il Mpa diverrebbe una forza non più trascurabile. Molti accordi di governo e sottogoverno andrebbero rivisti a cominciare dalla Provincia. Riccardo Minardo porterebbe infatti a tre il numero dei consiglieri provinciali del Mpa e Forza Italia retrocederebbe a quattro (gli stessi di An, uno in meno dell’Udc qualora il partito di Casini recuperasse l’autosospeso Giovanni Digiacomo). Con questa nuova composizione, Forza Italia avrebbe ancora la forza per esprimere tre assessori, il vice presidente, il presidente del consiglio provinciale, le presidenze di uno o due sottogoverni, la gestione quasi in esclusiva della sanità? E il Mpa, che erediterebbe da Minardo la presidenza dello Iacp, si acconterebbe del ruolo marginale cui è stato relegato dagli alleati?
Interrogativi che solo nelle prossime settimane potranno trovare una risposta. Riccardo Minardo ha sinora sempre smentito l’intenzione di aderire al Mpa (anticipata proprio su queste colonne). L’intervento di Lombardo chiarisce che il passaggio del parlamentare è solo questione di tempo. In questi giorni a Minardo è stato offerto anche un ruolo di primo piano nella Democrazia cristiana ma l’accordo, auspice lo stesso Silvio Berlusconi, non è stato raggiunto. L’adesione di Minardo al Mpa avrebbe conseguenze anche al Comune di Ragusa (dove il deputato esprime un consigliere) e, soprattutto, a Modica. Con Minardo passerebbe difatti tutto il suo gruppo di fedelissimi. A cominciare dal già assessore ai Lavori pubblici Giorgio Cerruto, per proseguire con l’ex presidente cittadino del partito azzurro Paolo Garofalo. Il Mpa acquisirebbe senza colpo ferire anche la presidenza del consiglio comunale, dato che anche Enzo Scarso dovrebbe seguire Minardo. Pronti a cambiare partito infine anche Michele Polino e Gaetano Cabibbo. Al momento il Mpa è presente a palazzo San Domenico con l’assessore all’ecologia Nino Gerratana e con il capogruppo consiliare Carmelo Scarso che, si ritroverebbe ancora una volta il nipote Enzo nel suo stesso partito. Ma proprio Gerratana e Carmelo Scarso mettono le mani avanti, di fronte a questa ventilata ipotesi. «A noi – dicono – non è ancora giunto alcun segnale. Ma riponiamo cieca fiducia nel nostro leader». Gerratana in particolare, che si ritroverebbe come compagno di partito proprio il suo acerrimo nemico, getta acqua sul fuoco: «Che Riccardo Minardo entri a far parte del Mpa mi può anche stare bene – dice – ma sia ben chiaro che nessuno si sogni di venire a fare il Padreterno». Riccardo Minardo, ieri irraggiungibile al cellulare, ha sempre smentito un suo eventuale passaggio con il Mpa. Decisamente più possibilista Raffaele Lombardo: «In fondo – dice – siamo già stati insieme nello stesso partito, ai tempi del glorioso Ccd. Non ci vedo nulla di eclatante che il sodalizio possa adesso proseguire con il Mpa». Lombardo smentisce invece a chiare lettere il ventilato passaggio nel suo movimento di un altro politico modicano, con tutto il suo gruppo: Antonio Borrometi.