Ipotesi di indebita destinazione di fondi pubblici per oltre 148 mila euro
di Gabriele Giannone
Modica – È un’inchiesta unica, ma articolata su più filoni, quella condotta dalla Procura della Repubblica di Ragusa e affidata ai militari della Guardia di Finanza che ha per principale indagato l’on. Ignazio Abbate, per 9 anni sindaco di Modica.
Oltre all’indagine già emersa nelle scorse settimane, e di cui ha dato notizia Ragusanews, sugli indennizzi per i danni causati dalla tromba d’aria che colpì Modica nel 2021, emerge ora un secondo fronte investigativo che riguarda la gestione dei fondi regionali destinati ai buoni libro.
In questo nuovo filone risulta indagato Ignazio Abbate, all’epoca dei fatti sindaco pro tempore del Comune di Modica e oggi deputato regionale della Democrazia Cristiana, nonché presidente della Commissione Affari istituzionali all’Ars. L’indagine coinvolge anche l’allora segretario generale del Comune, Giampiero Bella, che ricopriva ad interim l’incarico di responsabile del settore finanziario.
L’attività investigativa si è concentrata sull’utilizzo dei fondi regionali destinati ai buoni libro per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, risorse vincolate per legge al sostegno delle famiglie nell’acquisto dei libri di testo. Su delega della Procura, la Guardia di Finanza ha analizzato atti contabili e amministrativi dell’ente, rilevando presunte irregolarità nella gestione delle somme.
Secondo quanto ricostruito, l’ammontare complessivo dei fondi esaminati sarebbe pari a 472.920 euro. Di questi, 148.647,90 euro non risulterebbero utilizzati per le finalità previste dalla normativa e dovrebbero pertanto essere restituiti alla Regione Siciliana. Ulteriori 324.232,10 euro sono oggetto di approfondimento investigativo. Risorse che, secondo gli inquirenti, non sarebbero mai arrivate alle famiglie modicane aventi diritto.
Le somme, pur essendo a destinazione vincolata, non sarebbero state correttamente “congelate” sul piano contabile e sarebbero invece confluite nella cassa libera del Comune, rendendone possibile l’utilizzo per spese diverse rispetto a quelle previste. Proprio su tali impieghi alternativi si concentra l’attenzione degli investigatori.
Alla luce delle risultanze dell’indagine, la Regione Siciliana ha inviato al Comune di Modica, il 21 gennaio scorso, una nota formale con cui chiede la restituzione delle somme non utilizzate relative alle tre annualità oggetto di accertamento. Il dirigente del servizio 5 dell’assessorato regionale all’Istruzione, Giuseppe Bono, ha confermato che i fondi per i buoni libro, in quanto vincolati, devono essere restituiti se non spesi entro l’anno finanziario di riferimento e non possono essere utilizzati negli esercizi successivi.
La richiesta di restituzione, giunta a distanza di diversi anni dalle prime erogazioni, non deriverebbe da controlli di routine dell’assessorato regionale, ma da una specifica segnalazione della Guardia di Finanza. Lo stesso dirigente ha spiegato il ritardo con la carenza di risorse umane, che rende difficoltosi controlli capillari su circa 400 comuni siciliani.
I reati ipotizzati dalla Procura sono indebita destinazione di denaro pubblico, concorso di persone nel reato e continuazione del reato. L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto, vale il principio di presunzione di innocenza per tutti gli indagati.
I nomi degli indagati
Gli indagati sono: nel primo filone d’inchiesta relativa agli indennizzi di protezione civile, l’on. Ignazio Abbate ai tempi sindaco di Modica, un ingegnere molto vicino a Ignazio Abbate per ragioni politiche amministrative, ma sotto inchiesta nella qualità di tecnico asseveratore, l’agronomo Salvatore Occhipinti, attualmente direttore del Gal Terra Barocca, indagato nella qualità di tecnico, e l’affittuario dei terreni di proprietà della famiglia di Ignazio Abbate, il signor Giuseppe Barone.
Nel secondo filone dell’inchiesta relativa ai buoni libro, risultano indagati l’allora sindaco Ignazio Abbate e l’allora segretario generale del Comune, Giampiero Bella.
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