di Redazione
“La cosa che più mi ha impressionato è successa a San Giacomo, in territorio di Ragusa. Durante un incontro elettorale ho conosciuto un francese, un inglese e un maltese che avevano comprato alcune case in quella campagna e le stavano ristrutturando. Ecco, ho capito che la società evolve a un ritmo più veloce della politica, e noi politici ci dobbiamo adeguare”.
L’on. Orazio Ragusa è stato rieletto all’Ars trascinano da un fiume in piena di voti della sua città, Scicli, dove un migliaio di schede sono state annullate per l’incapacità degli elettori di esprimere in maniera corretta la preferenza. E’ difficile intervistare il deputato regionale dell’Udc, interrotto dagli squilli di due cellulari che non si zittiscono mai, mentre Rik, un bambino di otto anni alla sua prima campagna elettorale, assiste il deputato sciclitano nei piccoli lavoretti di segreteria.
“Sciclitano, ma rappresentativo di tutta la provincia” –precisa subito l’on. Ragusa-, annunciando il senso della seconda legislatura, con il superamento forse della prospettiva di Iniziativa Popolare, la corrente Udc che lo aveva identificato, e la identificazione totale invece con l’Udc tout court. “La cifra del nostro impegno è l’apertura, rifuggiamo dal settarismo, dalle divisioni, siamo per mettere in rete le realtà comunali, per unire, non per rimarcare stupidi campanilismi”.
Quando ha capito che ce l’avrebbe fatta anche stavolta? “A Chiaramonte Gulfi, la scorsa settimana. Alla Sala Sciascia ci siamo ritrovati in cinquecento, lì ho capito che era scattato qualcosa”. Cosa? “L’affetto delle persone, che hanno visto con quanto sacrificio ho lavorato in questi diciotto mesi, l’apprezzamento per l’umiltà e la semplicità con cui mi pongo”.
Qual è il suo impegno nel secondo mandato? “L’Unione Europea nei prossimi cinque anni destinerà alla Sicilia venti miliardi di euro, occorre fare formazione, creare funzionari pubblici e classe dirigente in grado di fare progetti, captare queste risorse, che sono ingenti. Occorre identificare i nostri prodotti, perché no, chiedendone i diritti, associarli all’immagine del Commissario Montalbano, sfruttando l’idea di genuinità e verità che di questa terra è stata veicolata nel mondo. Occorre aprire i piani regolatori, dare opportunità a chi vuole investire, il nostro territorio suscita l’interesse di molti che chiedono di avere di fronte interlocutori politici seri, credibili, con cui pianificare il futuro”.
Chi è stata la prima persona che ha incontrato stamani? “Mio padre, ottanta anni. Come ogni mattina è andato a controllare il mare, al molo di Sampieri. Gli ho detto che ero stato rieletto”.
E lui? “ Mi ha chiesto solo una cosa: di essere onesto”.
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