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08/10/2007 00:00

L’on. Ragusa scrive al Comitato paritetico per il porto

di Redazione

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Al Comitato Paritetico “Stato-Regione”per la
 rimodulazione dei Fondi della Legge 433/1991

e p.c.

All’on. Presidente della Regione Siciliana
Palermo
All’on. Presidente dell’ARS
Palermo
Al Capo Gruppo parlamentare Udc all’ARS
Palermo
Oggetto:
Porto di Donnalucata (Rg), interventi di messa in sicurezza finanziati con le risorse della Legge n. 433/1991; rif. a nota del Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale.

Con riferimento all’oggetto, lo scrivente parlamentare appartenente alla provincia di Ragusa ed alla comunità di Scicli, nel cui territorio ricade l’infrastruttura in argomento, ha appreso della recente nota trasmessa a Codesto Comitato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile dr. G.Bertolaso, con la quale si muovono perplessità e critiche in merito all’intervento già inserito nella rimodulazione dei fondi della L.433/91.
Nell’esercizio delle prerogative istituzionali, lo scrìvente desidera evidenziare che la messa in sicurezza del porticciolo di Donnalucata, tecnicamente impostata secondo moderni criteri progettuali, è ormai da tempo al centro di ampio dibattito nella società locale, con la legittima aspettativa della stragrande maggioranza dei cittadini rispetto ad un obiettivo di rilevante interesse, sia sotto il profilo della sicurezza, della prevenzione di protezione civile e della salvaguardia della vita umana, sia in termini di sviluppo del territorio.
Sono state mosse obiezioni alla realizzazione dell’intervento da parte di un ristrettissimo numero di persone, verosimilmente con il sostanziale obiettivo di ostacolarne l’attuazione. Su tali obiezioni, che vengono preliminarmente riportate nella citata nota del Capo Dipartimento della Protezione Civile, appare opportuno rilevare in questa sede molteplici considerazioni:
a) Per le sue dimensioni, l’infrastruttura portuale oggetto della revisione di messa in sicurezza, corrisponde a requisiti dimensionali minimali atti a garantire la movimentazione essenziale di unità navali in caso di emergenza di protezione civile (evacuazione, soccorso, mezzi e materiali); inoltre, considerata la preesistente situazione, non è ipotizzabile alcun impatto ambientale, bensì una opportuna riqualificazione della porzione di territorio interessata;
b) Dal punto di vista normativo, si ricorda che la Legge 433/91 (obbiettivo “h”-potenziamento dei servizi di protezione civile anche a livello periferico), non è finalizzata solamente alla messa in sicurezza degli edifici, ma prevede altresì la messa in sicurezza di scenari o strutture costituenti potenziale pericolo per la popolazione (nella stessa provincia di Ragusa, basti citare i costoni rocciosi sull’abitato di Modica o di Scicli, oggetto di interventi significativi a carico della citata L.433/91). In tale quadro, l’intervento sul porto di Donnalucata è stato determinato in piena coerenza, così come correttamente è stato fatto da parte del Comitato Paritetico in indirizzo e dal Governo Regionale, che hanno approvato la rimodulazione dei fondi con la corrispondente posta di spesa;
e) L’altezza dei moli che verranno realizzati è esattamente uguale a quella dei moli già esistenti (sono circolate notizie false su altezze fantomatiche di cinque metri sul livello del mare). Pertanto la visibilità del paesaggio marino e delle zone di contatto litoranee rimane esattamente uguale a quella preesistente.
d)    Nel progetto esecutivo non è prevista alcuna costruzione di fabbricati né di alcun parcheggio
nella parte finale (via Marina), bensì di un piazzale con possibile destinazione a verde urbano
attrezzato, quale spazio di riunione dei cittadini sia in tempo di quiete che in caso di emergenza di
protezione civile.
e)    La spiaggia di ponente, limitrofa all’infrastruttura portuale, non è oggetto di alcun intervento
progettuale e pertanto rimane esattamente rispettata la situazione esistente.
f)    E’ destituita di fondamento l’ipotesi paventata di una perdita delle caratteristiche peculiari del
piccolo centro marinaro di Donnalucata a seguito dell’intervento in esame; al contrario, è
facilmente intuibile un incremento di tutte le attività socioeconomiche assolutamente proporzionato
alle dimensioni ed alla capacità ricettiva della borgata marinara.
g)    Per quanto concerne il torrente Currumeli, grazie all’intervento previsto si otterrà comunque un
netto miglioramento sotto il profilo ambientale, con l’eliminazione dell’ostruzione per l’accumulo
sabbioso litoraneo, che ne impedisce attualmente lo sbocco in mare, causando ristagnamento
dell’acqua e conseguente inquinamento.

h) il progetto prevede che l’altezza d’onda interna all’invaso non superi i 30 cm. lungo le banchine d’ormeggio. Grazie agli studi sulle correnti effettuati, sarà eliminato quasi del tutto il problema della periodica invasione di Posidonia putrescente, che ha sempre causato l’impraticabilità stagionale dello scalo di alaggio e l’uso della spiaggia, con notevole disagio per la precaria situazione igienico-sanitaria (esalazioni nauseanti, proliferazione di insetti, rischio di infezioni); inoltre, va posta in tutta evidenza la previsione che l’ente preposto alla gestione dell’infrastruttura avrà l’obbligo di monitorarne la corretta utilizzazione, anche da parte dei pescatori e dei diportisti, mentre allo stato odierno non esiste alcun controllo.
In conclusione, l’intervento appare del tutto coerente, sia con le finalità di legge in merito alla prevenzione-sicurezza di protezione civile, sia al corretto impiego dell’infrastruttura nell’ordinaria vita sociale della comunità interessata. Su altre considerazioni di ordine tecnico, urbanistico, scientifico e di protezione civile, desidero confidare nell’intervento dei prestigiosi rappresentanti della Regione Siciliana in seno al Comitato Paritetico.
On. Orazio Ragusa