Riceviamo e pubblichiamo.
di Lettera firmata
Ragusa – Intendiamo informare tutti i cittadini di Ragusa che da dieci giorni cerchiamo ripetutamente di entrare in contatto con il funzionario comunale, senza ricevere alcun riscontro.
Oggi apprendiamo quindi con grande stupore e rammarico che, nonostante le promesse e le rassicurazioni ricevute dagli uffici comunali circa una rapida conclusione dell’iter, il Comune di Ragusa ha un atteggiamento ostruzionistico e non consentirà la riapertura del cinema prima di altri dieci giorni.
Una notizia che vanifica tutti gli sforzi compiuti per restituire la struttura alla città nel più breve tempo possibile. Il Madison Cinemas Ragusa è pronto a riaprire e abbiamo manifestato la nostra completa disponibilità affinché la Commissione comunale di vigilanza possa esaminare la struttura già questo giovedì. Eppure, ancora una volta, siamo stati presi in giro.
La situazione è ormai critica: tredici lavoratori sono senza stipendio da mesi e questa settimana, in occasione dell’uscita di Spider-Man, avrebbe rappresentato un’importante opportunità per riprendere l’attività e restituire alla città uno dei suoi principali luoghi di aggregazione, cultura e intrattenimento.
Neppure la grave difficoltà vissuta dai lavoratori e dalle loro famiglie sembra essere stata sufficiente a sensibilizzare il Sindaco e l’Amministrazione comunale sulla necessità di intervenire con la dovuta urgenza.
In tutta Italia le Commissioni di vigilanza riescono a esprimersi in due giorni. A Ragusa, invece, ne occorrono dieci, nonostante la struttura sia pronta e la società abbia manifestato la propria immediata disponibilità. Consideriamo questa situazione una grave mancanza di rispetto verso i lavoratori e verso chi continua a investire risorse, energie e impegno per portare cultura, socialità e intrattenimento in questa città.
Vogliamo essere estremamente chiari con i cittadini e con i nostri clienti: il protrarsi della chiusura non dipende dalla nostra volontà. Noi siamo pronti a riaprire. È il Comune di Ragusa che, a oggi, non ci mette nelle condizioni di farlo.
La situazione non è più sostenibile. Se entro la fine del mese non otterremo il nulla osta necessario alla riapertura, saremo costretti ad assumere decisioni drastiche: licenziare tutti i dipendenti e mettere in vendita la struttura.
Manuele Ilari
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