di Redazione
In sostanza, per Addiopizzo tali procedimenti in corso rientrano ”nel novero di quei ‘casi eccezionali'” previsti dalla circolare per cui si può consentire ai magistrati interessati di proseguire il loro lavoro anche se fuori dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. ”La rilevanza storica e politica di tale situazione giudiziaria dicono impone delle valutazioni e delle scelte che siano ancorate soprattutto al senso di opportunità politica”. Addiopizzo crede, infatti, sia ”assolutamente opportuno” che l’organo di governo della magistratura consenta a Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia, nei loro ruoli di sostituti procuratori, di proseguire le indagini finora portate avanti. ”Per tali ragioni, ci rivolgiamo alle massime autorità istituzionali del Paese si legge nell’appello perché facciano politicamente proprio lo spirito e le ragioni dell’indirizzo proposto dal procuratore della Repubblica di Palermo. Auspicando che di tale orientamento ne promuovano il senso politico, affinché non si disperda il patrimonio di conoscenza maturato in questi anni dai magistrati impegnati nel processo e nelle indagini sulla trattativa”.
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