di Redazione
Palermo, 5 mag. ”La verità portata alla luce dai carabinieri e dalla magistratura, che questa mattina ha fermato nel bagherese trentuno persone accusate di far parte di Cosa nostra, ci lascia sgomenti. Tra i taglieggiati dalla mafia ci sarebbe anche Giuseppe Sciortino, l’imprenditore edile bagherese che aveva denunciato i sui estorsori e che poi, lo scorso marzo, si è tolto la vita perché non riusciva a fare fronte ai debiti accumulati”. Lo afferma il presidente di Ance Palermo, Fabio Sanfratello, dopo il blitz che all’alba di oggi ha azzerato il clan di Bagheria, nel palermitano. “La drammatica vicenda di Sciortino aggiunge è purtroppo la tragica testimonianza del fatto che, a soffocare l’edilizia, oltre alla crisi, ci siano ancora e sempre vecchie logiche mafiose che, francamente, vorremmo esserci lasciati alla spalle”. L’Associazione dei costruttori edili di Palermo ha deciso, “ancora una volta e, in questo caso, in maniera ancora più incisiva”, di costituirsi parte civile nel procedimento che vedrà imputate queste persone e di devolvere l’eventuale ricavato dal risarcimento danni alla famiglia dell’imprenditore Sciortino, alla quale ribadisce “ancora una volta tutta la propria vicinanza e solidarietà”. Il presidente di Ance Palermo, inoltre, ribadisce a tutti gli imprenditori la necessità di denunziare eventuali episodi intimidatori e di taglieggiamento ”perché conclude l’unica strada percorribile per la lotta alla mafia, passa dalla denunzia dei singoli. Poi lo Stato farà la sua parte”.
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