di Redazione
La misura di prevenzione patrimoniale nei confronti di Giovanni Rao e Giuseppe Isgrò scaturisce da accertamenti, condotti dalla Dia di Messina sotto la direzione ed il coordinamento del procuratore capo Guido Lo Forte e del sostituto procuratore Vito di Giorgio, in relazione ai quali, il Tribunale peloritano, già nel maggio 2012, aveva disposto il sequestro del patrimonio. Il 50enne Rao, già in passato sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e coinvolto nel procedimento denominato ”Mare Nostrum”, in tempi recenti è stato arrestato nell’ambito delle operazioni ”Gotha” e condannato, il 31 ottobre 2012, alla pena di anni 20 di reclusione, ”Gotha 2” e ”Ghota 3” , in questo caso condannato, il 10 marzo scorso a 5 anni e 8 mesi in quanto ritenuto affiliato, in una posizione di assoluto vertice, alla famiglia mafiosa barcellonese. Sempre nel medesimo procedimento, a Rao sono state contestate due ipotesi estorsive aggravate dal metodo mafioso. Il collaboratore di giustizia, Carmelo Bisognano lo ha indicato come il delfino del noto boss Giuseppe Gullotti, di cui ha preso il posto alla fine degli anni ’90, dopo l’arresto di quest’ultimo, così da avere al suo comando l’intera organizzazione mafiosa e poterne decidere gli indirizzi e le sorti degli affiliati. (segue)
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