di Redazione
Roma, 23 gen. Arrestato a Palermo dalla Guardia di Finanza Marcello Sbeglia, ”rampollo del noto clan di costruttori ritenuti punto di riferimento di diverse famiglie mafiose per la gestione degli appalti”. Con lui, i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, hanno anche arrestato Salvatore Brusca e Gaetano Troia, con l’accusa di essere prestanome di Sbeglia. Dalle indagini, chiarisce una nota della Guardia di Finanza, ”sono emersi anomali rapporti finanziari fra la famiglia Sbeglia e importanti società alberghiere: gli Sbeglia, al fine di eludere la normativa di prevenzione antimafia, si erano dotati di una struttura di prestanome con la quale hanno drenato denaro dalle società alberghiere e hanno occupato fette di mercato edile lecito”. Nel corso dell’operazione le fiamme gialle hanno sequestrato ”due contesti aziendali ”inquinati” la ditta individuale di Brusca e la società Ve.co.si. a r.l. ed è stata applicata la misura di prevenzione antimafia dell’amministrazione giudiziaria di società nei confronti di soggetti operanti nel campo alberghiero”.
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