di Redazione

PALERMO, 12 APR Ha retto in appello l’impianto
accusatorio della procura di Palermo del processo denominato
Apocalisse che vedeva imputati a vario titolo di mafia,
estorsione, danneggiamento e intestazione fittizia di beni 97
tra boss e gregari delle cosche di Tommaso Natale, San Lorenzo e
Resuttana. La corte d’appello di Palermo a sostanzialmente
confermato, seppure con qualche riduzione di pena, la sentenza
emessa dal gup in primo grado che condannò gli imputati a oltre
cinque secoli di carcere. Quattro dei trenta assolti dal gup
sono stati condannati e per due sono scattate le manette al
termine dell’udienza.
Alla sbarra capimafia di prima grandezza come Girolamo
Biondino, fratello di Salvatore, l’autista di Totò Riina,
condannato a 13 anni e 8 mesi, Antonino Di Maggio, che ha
avuto 10 anni e 6 mesi, Giuseppe Fricano, che ha avuto 13 anni
e due mesi e Sandro Diele condannato a 14 anni e otto mesi.
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