Il sindaco Cassì poco coordinato con la catena di comando della Protezione civile
di Gabriele Giannone
Ragusa – Nel giro di poche ore il Comune di Ragusa è passato da una decisione interlocutoria a un provvedimento radicale, allineandosi solo in un secondo momento alla linea già assunta dagli altri sindaci della provincia.
Con l’ordinanza sindacale n. 77, il primo cittadino Peppe Cassì aveva disposto, per domani 21 gennaio, il semplice posticipo di un’ora dell’ingresso nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, oltre alla chiusura di ville comunali e cimiteri. Una scelta motivata dalla necessità di consentire verifiche tecniche dopo il maltempo, ma che lasciava aperti gli istituti scolastici, seppur con orario ridotto.
Una posizione che, sin da subito, è apparsa isolata rispetto a quella adottata da numerosi altri comuni della provincia, dove i sindaci avevano optato per la chiusura totale delle scuole a scopo precauzionale, in attesa di un quadro meteo e viario più chiaro.
Nel frattempo, in Prefettura era in programma una riunione di coordinamento proprio per attendere gli ultimi aggiornamenti del Dipartimento regionale di Protezione civile, al fine di assumere decisioni condivise e basate su dati definitivi. Riunione che, di fatto, è stata scavalcata da un cambio di rotta improvviso.
Con la successiva ordinanza n. 78, registrata poche ore dopo, il sindaco ha infatti rettificato e integrato il provvedimento precedente, disponendo la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, per l’intera giornata odierna. Una scelta giustificata dal persistere di criticità sulle strade urbane ed extraurbane, dalla presenza di fango e detriti e dalle difficoltà segnalate in particolare dagli studenti pendolari.
Di fatto, l’amministrazione comunale ha finito per allinearsi alla linea della massima prudenza, già adottata nel resto del territorio provinciale.
Resta ora il dato politico e istituzionale: una gestione frammentata delle decisioni, che ha generato incertezza tra famiglie, personale scolastico e dirigenti, e che pone interrogativi sul coordinamento tra Comune, Prefettura e Protezione civile regionale in situazioni di emergenza.
In contesti di rischio diffuso, la tempestività è essenziale, ma lo è altrettanto la condivisione delle informazioni e il rispetto dei tavoli istituzionali di coordinamento.
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