Cronaca
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26/06/2026 10:02

Mangia un gelato e va in arresto cardiaco: rianimato da due passanti si riprende ma poi muore

Uno stress caldo freddo? Ma la causa è la placca coronarica e non il gelato.

di Redazione

Napoli – Tragedia a Napoli ieri mattina. Si accascia al suolo in via Veniero a Fuorigrotta dopo aver mangiato un gelato. È in arresto cardiaco, viene soccorso e rianimato a lungo in strada da due persone, poi qualificatesi, all’arrivo del 118, come anestesisti. Il paziente ha ripreso conoscenza ed è stato caricato in ambulanza e trasportato all’ospedale San Paolo, ossia l’ospedale più vicino da protocollo quando c’è pericolo di vita immediato.

Secondo i sanitari dell’ospedale partenopeo dove è giunto il paziente, mangiare un gelato quando fa molto caldo non provoca di per se un arresto cardiaco in una persona sana. Potrebbe in teoria provocare una sincope vaso vagale, rallentando il battito per pochi secondi, causare capogiro o, raramente, una breve perdita di coscienza ma non un arresto cardiaco. Il problema potrebbe sorgere nella combinazione tra il caldo estremo e fattori di rischio preesistenti e individuali. La disidratazione e il colpo di calore, con 35-40°C sono possibili.

Se si è disidratati e si ha già una cardiopatia lo sforzo può scatenare aritmie. Il gelato potrebbe in teoria aggiungere solo uno stress vagale. Altro sarebbe in presenza di coronarie ostruite: per chi ha una cardiopatia ischemica grave, qualsiasi stress – caldo, freddo, pasto abbondante, emozione – può scatenare un infarto. Ma la causa è la placca coronarica e non il gelato. Dalle frammentarie informazioni assunte il paziente era apparentemente in sovrappeso ma non si conoscono altre patologie pregresse. Un infausto esito che ha addolorato tutti anche a fronte della iniziale ripresa che aveva fatto ben sperare per un lieto fine.