L'autoreferenziale protesta di oggi
di Agi
Ragusa – Una colonna di auto da Ragusa all’aeroporto di Catania per chiedere lo sblocco dell’iter per la realizzazione della nuova autostrada Ragusa-Catania e dell’aeroporto di Comiso. Alla testa della ‘marcia lenta’ organizzata dal comitato che segue l’iter del raddoppio della statale 514 che collega Ragusa al capoluogo etneo c’erano il presidente della Provincia Franco Antoci, i sindaci dei comuni della provincia di Ragusa ma anche del siracusano e del catanese, nonche’ parlamentari ed esponenti politici e rappresentanti delle associazioni datoriali. Al termine del corteo di auto durato quasi tre ore e’ intervenuto il presidente della Provincia Franco Antoci che ha sintetizzato i motivi della protesta. “Abbiamo gridato il sacrosanto diritto di una Provincia di essere dignitosamente collegata con l’Italia ed il mondo. L’autostrada Ragusa-Catania e l’aeroporto di Comiso possono farci uscire dall’isolamento infrastrutturale restituendoci la dignita’ di cittadini di serie A, di cittadini che possono sviluppare le grandi potenzialita’ del nostro territorio”. L’iter per il raddoppio della Ragusa-Catania, che verra’ realizzato in project financing, e’ l’accusa, “e’ stato bloccato sino all’altro ieri per una presa di posizione del governatore Lombardo che aveva revocato con una lettera del 30 agosto il finanziamento di 253 milioni di euro in quota alla regione siciliana, ieri il dietrofront con la conferma dell’impegno finanziario. Ora l’ostacolo si chiama Giulio Tremonti”, ministro dell’Economia, chiamato a firmare l’atto formale per la registrazione da parte della Corte dei Conti della delibera del Cipe del 10 luglio scorso di approvazione del progetto di finanza per il raddoppio della Ragusa-Catania.
“Purtroppo – ha aggiunto Anotci – non sono servite le interlocuzioni, le interrogazioni parlamentari, l’autorevole intervento del Prefetto di Ragusa per sbloccare l’iter ed allora abbiamo messo su questa civile protesta per far capire che la nostra comunita’ e’ stanca di promesse e chiacchere e vuole risposte concrete e celeri. Se anche questa manifestazione non otterra’ risultati noi non ci fermeremo e porteremo la nostra protesta presso le sedi del potere governativo, fino a quando non saremo ascoltati”.
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