di Redazione
Non c’è assolutamente pace all’interno della Margherita provinciale. E specialmente i buoni propositi di unità si incrinano ogni qualvolta c’è da definire la composizione di qualche organismo.
E l’ultima occasione dei tumulti si è avuta in direzione provinciale l’altro ieri sera allorquando si doveva comporre la lista dei 15 che devono fare parte del Comitato per il Partito Democratico. Doveva essere solo una banale presa d’atto dei numeri ed invece il gruppo Gurrieri-Padua ha indicato una strada diversa rispetto a quella che è stata applicata da dopo il congresso del 16 marzo scorso: cioè una suddivisione dei componenti per anime del partito. Si è fatto con l’assemblea e si è fatto con la direzione. Ma l’altro ieri il gruppo che fa capo alla coordinatrice ha pensato di lasciare il compito ai responsabili delle sezioni e ciò per avere la maggioranza. Applicando la regola di composizione rispetto alle anime del partito i componenti andrebbero così divisi: 6 al gruppo Gurrieri, 4 gruppo Ammatuna, tre al gruppo Borrometi-Rizza e due ai ragusani. Insomma, considerato che non corre buon sangue tra il gruppo Padua e gli altri lo scontro è sempre aperto. Ma gli altri hanno intenzione di dare i nomi alla coordinatrice secondo le quote che sono scaturite dal congresso. Non è escluso che nella Margherita la gestione Padua sia al capolinea ed arrivi un commissario che dovrebbe essere nominato dal segretario Galvagno, E non è escluso che al timone possa tornare lo stesso Gurrieri per traghettare i diellini nel Partito Democratico. Altro che percorso nuovo, si potrebbe ricominciare nuovamente dal passato.
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