di Redazione
Credo che sul tema del bilancio di previsione si stiano costruendo polemiche pretestuose e speranze infondate, pertanto credo opportuno effettuare un chiarimento su diversi punti.
Innanzitutto non esiste un bilancio che nel breve volgere di pochi mesi possa modificare la situazione di cassa dell’Ente: i problemi cui assistiamo in questi giorni in riferimento alla inconsistenza della cassa hanno ben poco a che vedere con il bilancio ma piuttosto con la gestione delle entrate che dovrebbero affluire secondo una tempistica che non viene rispettata, sia perché per alcune entrate ne è stato anticipato l’incasso a dicembre sia perché i trasferimenti regionali e statali ancora non sono nemmeno quantificati (ad esempio la compensazione dell’ICI sulla prima casa a carico dello Stato).
Pertanto è stato un vero peccato che non si siamo riusciti a discutere i punti sul bilancio nella scorsa seduta, proprio perché sarebbe stato il caso di fare chiarezza sul fatto che lo strumento finanziario presentato, oltre ad aumentare le entrate, non presenta grandi innovazioni. Infatti, il bilancio di previsione del 2007 ammontava a circa 158 milioni di euro, quello del 2008 approvato dall’amministrazione ammontava a 155 milioni di euro (con una riduzione della spesa di 3 milioni di euro), mentre quello presentato dal commissario ammonta a 157 milioni di euro. Questo bilancio quindi, riporterebbe la spesa ad un livello più alto rispetto a quello oggetto della manovra che questo consiglio comunale aveva già avviato e concordato con l’amministrazione.
Allora l’unico merito che vorremmo attribuire a questo bilancio è quello di introdurre l’ICI all’aliquota massima del 7 per mille ed annullare così il beneficio che l’eliminazione dell’ICI sulla prima casa ha concesso a tutte le famiglie italiane? Questa sarebbe la irresponsabilità di cui si vuole incolpare il Consiglio?
Credo che la irresponsabilità stia nell’approvare un bilancio che non interviene minimamente sulla spesa, anzi la aumenta. Siamo tutti bravi a far pareggiare i conti introducendo nuove entrate! Credo che in queste condizioni si debba intervenire solo sulla base di un accordo politico ben preciso in cui si vadano ad individuare le spese da tagliare: riduzione del numero dei dirigenti e controllo della spesa sulla base di rigidissimi strumenti di gestione, rinegoziazione dei contratti con la Multiservizi e con la Rete Servizi, rinegoziazione delle convenzioni con l’Università, riduzione al minimo dei servizi non indispensabili, la riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti e soprattutto un patto sociale con i dipendenti che necessariamente dovranno interloquire con l’amministrazione. Un’amministrazione in crisi, così come un’azienda, richiede a ciascuno dei suoi partner di rinunciare a parte dei loro diritti e delle loro aspettative per garantirsi un obiettivo superiore e non di breve respiro.
La gestione della crisi dell’Ente deve essere gestita al pari di quelle che hanno interessato le grandi aziende: i fornitori rinunciano a parte dei loro crediti, gli utenti a parte dei servizi, i politici ai loro privilegi e i collaboratori a parte dei loro diritti.
Tutto ciò richiede molti sforzi e molto coinvolgimento e non è minimamente paragonabile all’aumento di misure pure e semplici come l’aumento dell’ICI o della Tarsu o dell’IRPEF senza mettere mano alla riduzione del costo di smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata.
L’unica irresponsabilità della quale oggi ci si potrebbe tacciare, allora, è quella di non essere riusciti come maggioranza a stilare un emendamento in cui queste assunzioni di responsabilità potessero realmente essere espresse: ma la fuoriuscita dell’MPA da quella che fu la maggioranza è la vera ragione per la quale, oggi non c’è questa comunione di intenti ed è più semplice lasciarsi andare ad affermazioni o critiche che non hanno riscontro sui numeri.
Comprendo che questo clima pre-elettorale lasci poco spazio a riflessioni più approfondite ma la vera ragione per cui né il bilancio né gli atti collegati si sono potuti approvare è che le delibere che il commissario ha inviato al consiglio e lo schema di bilancio non sono approvabili: la proposta di modifica dell’ICI non è stata inviata alla commissione per il relativo parere e il bilancio si basa su entrate che non potranno più verificarsi né è stata predisposta una proposta alternativa.
Ad ogni modo oggi saremo presenti in aula per evidenziare tali lacune e chiedere al commissario ed ai suoi uffici di fornirci atti approvabili.
MODICA 5 GIUGNO 2008 MARISA GIUNTA
© Riproduzione riservata