Cronaca
|
14/01/2011 16:22

Massimo Civello: Sono innocente, credetemi

6 mila euro a operazione. Sotto banco

di Redazione

Meteo: Ragusa 15°C Meteo per Ragusa
Ignazio Massimo Civello, il luminare che operò Giovanni Paolo II
Ignazio Massimo Civello, il luminare che operò Giovanni Paolo II

Ragusa – Professore e dottore. Luminare. Ignazio Massimo ha affidato la difesa ai suoi legali, capitanati dall’avv. Michele Sbezzi, mentre si trova ristretto ai domiciliari nella sua villa faraonica di Frigintini.

 

“Conto di potermi difendere e poter dimostrare che i capi d’accusa a mio carico sono infondati”. A parlare e’ l’avvocato Michele Sbezzi, riportando le parole del suo assistito, il primario dell’ospedale di Ragusa, Ignazio Massimo Civello. 

Di certo c’è che i suoi pazienti hanno acceso addirittura mutui per pagare le spese delle operazioni condotte a termine dal grande medico, che nel curriculum può vantare di aver operato Giovanni Paolo II. 

 

E mentre l’Asp cerca di gran corsa un altro chirurgo, il manager Ettore Gilotta è sconcertato:

“Apprendiamo con sgomento che un importante rappresentante della sanità della nostra provincia, il prof. Ignazio Massimo Civello, è stato raggiunto da un grave provvedimento restrittivo, per presunte gravi responsabilità che addirittura prefigurerebbero la concussione, il falso ideologico e quant’altro.

 Siamo fiduciosi che la macchina della giustizia svolgerà fino in fondo il proprio compito, senza pregiudizi ma anche senza sconti. Restiamo quindi in attesa di conoscere approfonditamente il contenuto  delle accuse. Ma sentiamo – al contempo – il dovere morale di esprimere il nostro disagio e la nostra piena, incondizionata solidarietà a tutti coloro che, a diverso titolo, sono coinvolti in questa vicenda: gli ammalati e i loro familiari innanzitutto, ma anche gli utenti e – in definitiva – l’intera cittadinanza. Perché c’è un’offesa, crudele e inaccettabile, che proviene dai fatti e c’è un’offesa, forse anche peggiore perché più profonda, che proviene dai simboli, dai significati, dal linguaggio delle cose. In realtà, ciò che tutti noi abbiamo subito in queste ore è un trauma, del nostro sentimento del pubblico servizio, perché mai vorremmo vedere mischiare al linguaggio crudele dell’indifferenza, dello sfruttamento, della prevaricazione a quello del bisogno e del dolore.

Questa Amministrazione crede fermamente nel valore della solidarietà e crede che questo possa pienamente bastare per essere dalla parte dei cittadini – specie quelli colpiti dal bisogno di assistenza – quando è in gioco la solidità, la stabilità di quel valore stesso e ciò, prima, assolutamente prima, di ogni indagine sui fatti!

Il rigore che ha caratterizzato, anche nel recente passato, la nostra amministrazione, non può essere messo in dubbio da questi eventi: quando gli elementi in nostro possesso sono stati chiari, indubitabili, abbiamo operato con interventi disciplinari anche gravi.

Ribadiamo la nostra piena fiducia che attraverso la professionalità degli organi inquirenti sarà fatta luce su questa vicenda, quanto mai estranea al grado di civiltà che esprime questa provincia. Affermiamo la determinazione a garantire la continuità e la qualità dei servizi. Ma sentiamo anche l’urgenza di ribadire che ci sentiamo investiti da un’onda di amarezza e di sconcerto, in un momento triste della nostra Sanità. E ancor di più, che ci carichiamo dell’orgoglio e della fierezza di tutti gli operatori dell’Azienda che con la loro professionalità e serietà hanno reso questa realtà una delle punte avanzate della sanità siciliana. Tutti loro hanno fatto e faranno fino in fondo il loro dovere, attenti e partecipi delle necessità degli ammalati, spendendo senza risparmio se stessi nell’espletamento dei loro compiti”. 


L’Asp ha collaborato sinora con la magistratura trasmettendo le segnalazioni degli utenti e prenderà i provvedimenti di conseguenza, al termine di un’indagine interna. 

 

 

La nota della Cgil medici

L’incredibile vicenda che ha coinvolto il  prof. Civello ed altri operatori della Sanita’ iblea ha proiettato un luce talmente negativa sulla nostra Azienda da lasciarci sgomenti .

Lungi dal voler condannare prima dei regolari processi , confidiamo fortemente  nella magistratura per una rapida definizione dei contorni della questione.

Noi non crediamo che ci sia gente che per assistere i pazienti in ospedale  li costringe regolarmente a passare prima dai loro studi privati facendosi pagare profumatamente, ma se questo dovesse accadere,  l’Azienda dovrebbe scovarli,  reprimerli ma soprattutto prevenirli.

Noi non crediamo che c’è gente che artificiosamente altera le liste d’attesa a proprio uso e consumo lucroso ma se così fosse non bisognerebbe attendere l’arrivo della magistratura.

Noi non crediamo che c’è gente che in attività libero professionale intramoenia si fa pagare in nero, ma se ciò dovesse verificarsi non  occorrerebbe soltanto prevenire, ma soprattutto far  capire che si incorre non soltanto  nell’evasione fiscale ( sport nazionale) ma anche nella truffa all’azienda: il diretto responsabile rischia il  licenziamento per giusta causa ( come è successo).L’attività libero professionale intramoenia infatti viene esercitata per conto dell’Azienda , e chi la fa percepisce anche il gettone dell’ esclusività.

Bisogna ricordare tuttavia che l’attività libero professionale intramoenia ,assolutamente legittima, non serve solo a garantire la libera scelta del medico ,che talvolta libera non è , ma soprattutto  a ridurre le liste d’attesa durante l’orario istituzionale. Il  cittadino che ricorre all’attività intramoenia di un medico ,deve sapere che quello stesso medico  deve visitare/operare gratuitamente (tichet) in ospedale durante l’orario istituzionale e che la sua attività  privata non puo’ superare un volume di prestazioni o di orario superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali, e questa attività deve essere trasparente. Se cosi non è significa che qualcosa non va per il verso giusto.

 Siamo coscienti che la grande maggioranza dei medici assolve il suo compito di cura con umanità

Chiediamo pertanto alla nostra Azienda di attivare e/o  potenziare  tutti gli strumenti necessari per fare emergere e/o prevenire eventuali altri spregevoli casi  che si manifestano magari in modo meno eclatante ma altrettanto grave e vergognoso ai danni di indifesi cittadini rei soltanto di essere bisognosi di cure e pertanto esposti a malviventi che sfruttando la loro posizione   li costringono  a pagare cio’che gli è dovuto gratuitamente.

La Cgil -medici sarà sempre a fianco dell’Azienda per denunziare i casi che marchiano negativamente per anni quanto di buono c’è nella nostra Sanità.

 

 

 

 

Ragusa 14/01/2011                                                           CGIL-medici

                                                                                    DR Vincenzo Licitra