Attualità
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18/01/2011 23:59

Matteoli si scorda la Ragusa-Catania

Il gruppo promotore del project financing sul piede di guerra

di Redazione

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Altero Matteoli
Altero Matteoli

Comiso – Il tour del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, da una parte all’altra dell’Isola, tra un varo, un’apertura, una prospettiva e un enorme problema. 

Complicato il nodo che, se non altro da un punto di vista squisitamente geografico, Matteoli si trova di fronte a Ragusa, cioè il rinvio alle calende greche di qualsiasi decisione sulla nuova Ragusa-Catania.
Ma il ministro, se non altro, potrà stare tranquillo, perché per quanto riguarda il suo ministero quel che andava e poteva esser fatto è stato fatto. Il gigantesco ultimo intoppo su questa opera che si attende da oltre 20 anni, sta da una parte nella presa di posizione assunta dal governo regionale sul progetto che è stato portato avanti in questi anni, sviluppato, con tanto di gruppo di imprese che hanno promosso il project financing, e dall’altra parte nel ritardo con cui procede il Ministero del Tesoro. Due storie parallele, che non hanno nulla a che vedere tra loro, ma estremamente emblematiche e significative di quel che accade e di quel che non accade in questa regione.
 

Ma è qui, appunto, che bolle in pentola la vicenda dei rinvii continui di qualunque determinazione sulla nuova superstrada Ragusa-Catania. Ed è una pentola a pressione che rischia di esplodere ancora. Lombardo non ne vuol sapere di accettare le condizioni del progetto portato avanti sin qui, perché non condivide l’ipotesi che l’Anas possa decidere di affidare non solo la gestione trentennale della nuova Ragusa-Catania al gruppo che si aggiudicherà l’appalto, ma che pensi magari anche di affidare tutte le strade dell’Isola ai privati.

Ma se il presidente parla di arrivare ad una società mista, l’Anas si sa che lavora da qualche mese per tutt’altra idea, quella, cioè, di creare una società tutta statale di gestione e addio alla Regione. Che ha già il ricorso per il Cas in itinere al Tar, rivuole la gestione delle strade revocata dall’Anas e preannuncia altre fiamme e fuoco. Ma lo stesso governo nazionale in fatto di tempi lunghi non scherza: al Ministero di Tremonti è ancora ferma e non siglata la convenzione che dovrebbe essere rimandata al Cipe per la firma finale di Berlusconi, per la comparazione successiva delle proposte presentate per il project financing e per avviare la gara. Prendono tutti tempo, anche se qualcuno sussurra che nel gruppo di imprese che hanno lanciato il progetto di finanza, e per questo sono in pole position, sta maturando l’idea di avviare una procedura citando per danni i soggetti che tengono ancora fermo tutto l’iter. Insomma un problema in più, che potrebbe aprire un nuovo contenzioso che, senza decidere nulla, potrebbe rimandare di altri vent’anni il progetto. Ma tempo ce n’è da queste parti, com’è noto. L’eterno tempo dei sogni e delle liti.