Alla palestra della scuola Amore
di Redazione
Pozzallo – “Tranne una sola partita, le abbiamo vinte tutte, con Santino in panchina.” È sorprendente quanta saggezza ci sia dietro l’apparente semplicità di queste parole, tanto più se a pronunciale è Federico, uno dei tantissimi bambini che si sono avvicinati alla pallacanestro sotto la guida di Santino Galifi e che domenica pomeriggio hanno voluto mantenere vivo il ricordo del loro grande allenatore, partecipando al secondo Memorial “Santino Giannone”.
Il rettangolo di gioco riusciva appena a contenere la gioia e l’entusiasmo dei numerosissimi piccoli atleti, delle loro famiglie e delle associazioni sportive che si sono dati appuntamento presso la palestra della scuola “A. Amore” di Pozzallo. Un evento straordinario, per dimostrare quanto grande sia stato il contributo umano, sociale e sportivo con cui Santino Giannone e Santino Galifi, rispettivamente zio e nipote, hanno segnato due epoche del basket locale, l’uno da giocatore, l’altro anche in qualità di allenatore.
Protagonisti assoluti del memorial i bambini classe ’98-’99-’00 delle associazioni sportive “Azzurra” di Pozzallo, “Rainbow” di Ispica e “Corant” di Rosolini. La loro categoria viene chiamata “Esordienti”, nome convenzionale usato dagli adulti, ma smentito, nei fatti, da una realtà di piccoli campioni, che dentro e fuori dal campo hanno dimostrato una tenacia e una passione sportiva fuori dal comune.
Proprio così, perché la gran parte di loro, nel dicembre scorso, ha dovuto affrontare la partita più difficile: la prematura scomparsa di Santino, più che un allenatore, un fratello maggiore, un punto di riferimento educativo. Chissà quanto è stata dura per loro, che hanno appena l’età per imparare ad allacciarsi le scarpe, perdere colui che ha guidato i loro primi passi sul rettangolo di gioco. Ma c’è parecchio da essere orgogliosi vedendo che, nonostante sembrino scomparire in casacche di gioco di taglie enormi, dimostrano di avere già “le spalle larghe”, come si suol dire. E ne hanno dato prova, essendo in grado, nel loro piccolo, di tornare in campo con il massimo delle energie per ricordare Santino.
Il triangolare non poteva che rispecchiare la loro vivacità: attorno all’eco del pallone a spicchi, era tutto un affollarsi di ragazzi, una sinfonia di acuti fatta di scarpe e di esultanze, un tripudio di gioia e fatica. Questa magica atmosfera ha caratterizzato tutte le fasi del torneo, tenendo gli spettatori col fiato sospeso fino all’ultimo, quando, a venti secondi dalla fine dell’ultima partita, il quintetto ispicese mette a segno il canestro della vittoria.
E poi spazio alle premiazioni, ma soprattutto al ricordo, commosso e gioioso al tempo stesso.
Guardando le foto di questi ragazzi, sorridenti , gioiosi, di fronte alla coppa, verrebbe da correggere, con un pizzico di paternalismo, quella frase di Federico: senza escluderne nessuna, le hanno vinte tutte.
E anche stavolta – ne siamo certi – con Santino in panchina.
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