Cronaca
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05/12/2025 14:18

Messina, case farmaceutiche e mazzette: arrestato chirurgo plastico Francesco Stagno d’Alcontres

Indagate 31 persone

di Redazione

Messina – È finito stamattina agli arresti domiciliari il noto chirurgo plastico ed ex parlamentare messinese settantenne Francesco Stagno d’Alcontres, fino a poco tempo addietro – è andato in pensione a luglio – direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia plastica del Policlinico “G. Martino” di Messina. Ed è un arresto eccellente quello deciso dal gip Salvatore Pugliese dopo la richiesta della Procura diretta da Antonio D’Amato, che a carico del medico ipotizza le accuse di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa.

Stagno d’Alcontres avrebbe preteso mazzette di diverse migliaia di euro da alcune case farmaceutiche e imprese di prodotti medicali per l’organizzazione di congresso in cambio del suo “si” alle forniture di materiale che serviva al suo reparto al Policlinico, soprattutto prodotti medicali e protesi mammarie. E inoltre avrebbe effettuato decine di interventi esterni al Policlinico in studi privati della città e della provincia, non dichiarandoli.

Il primario, in particolare, abusando del ruolo di pubblico ufficiale ricoperto, in grado di incidere sul rinnovo degli appalti per la fornitura di prodotti medicali e sullo stanziamento delle relative somme di denaro, da parte dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, avrebbe fatto in modo di ottenere significativi contributi economici dalle stesse aziende farmaceutiche in rapporto di appalto con il Policlinico Universitario di Messina, sotto forma di sponsorizzazioni, iscrizioni e cene sociali, in occasione della organizzazione del congresso promosso dalla associazione, del quale era il responsabile scientifico. L’evento, svoltosi lo scorso anno, in una nota località turistica peloritana, rientrava tra le iniziative volte alla divulgazione scientifica, aggiornamento per i soci e programmi annuali di attività formativa ECM. Tali contributi economici venivano ottenuti, nella maggior parte dei casi, mediante semplici richieste o, sporadicamente, mediante minacce esplicite, ai fornitori dell’Azienda Pubblica, prospettando, come corrispettivo, facilitazioni nel rinnovo dell’appalto per la fornitura dei prodotti medicali, da parte del Policlinico Universitario, ovvero la cessazione del rapporto di appalto stesso. Dall’esame analitico della documentazione contabile della società incaricata di organizzare il congresso di chirurgia plastica, allo stato si è potuto stimare in oltre 700.000 euro, l’ammontare complessivo delle somme di denaro incassate a titolo di sponsorizzazioni, iscrizioni, pernotti e cene sociali dei medici partecipanti all’evento.

Ci sono 31 indagati

Si tratta di un’indagine della Guardia di finanza, che è stata coordinata dalla procuratrice aggiunta Rosa Raffa con le sostitute Giorgia Spiri e Anna Maria Arena, e che ha scandagliato per mesi l’attività del chirurgo anche con intercettazioni telefoniche e ambientali. E fa parte di una serie di accertamenti più complessi svolti dalla Procura in città sull’attività medica interna ed esterna e le forniture nei vari ospedali cittadini, che vede allo stato complessivamente 31 indagati tra medici, titolari delle imprese produttrici di farmaci e prodotti medicali, infermieri e operatori sanitari.

Divieto di esercitare la professione sanitaria

Il gip Pugliese, sulla base delle richieste cautelari inoltrate dalla Procura a conclusione dell’indagine, ha poi disposto il divieto di esercitare la professione sanitaria per un anno nei confronti della dirigente medica del reparto di Chirurgia plastica del Policlinico Antonina Fazio, e dell’ostetrica esterna Cristina Alì. Le vicende sono diverse. Per Fazio e Stagno d’Alcontres la Procura ipotizza la truffa ai danni dell’Azienda sanitaria Policlinico perché pur agendo in regime di esclusività professionale hanno effettuato interventi in alcune strutture private anche in provincia, per esempio a Barcellona Pozzo di Gotto. Per Alì, in concorso con Stagno d’Alcontres, si ipotizza invece l’esercizio abusivo della professione, in quanto essendo ostetrica è stata impiegata come infermiera di sala operatoria durante una lunga serie di interventi eseguiti dal chirurgo plastico in strutture mediche private.

Nei confronti dell’allora primario è stato altresì ipotizzato il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, in quanto con artifizi e raggiri, avrebbe attestato la sua presenza in servizio mediante l’alterazione di sistemi di rilevamento della presenza all’interno del Reparto, allo scopo di recarsi fuori dal nosocomio per svolgere anche attività professionale privata.

Due sequestri preventivi

Contestualmente alla misura cautelare personale e alle due interdittive, sono stati eseguiti due sequestri preventivi, l’uno, per oltre 48mila euro, nei confronti di Stagno d’Alcontres, quale profitto dei reati di corruttela e truffa aggravata ai danni della P.A., per essersi assentato dal lavoro, alterando i sistemi di rilevamento delle presenze e del sequestro preventivo; l’altro, nei confronti della dirigente medico, per la somma di 9.700 euro, quale provento del reato di truffa aggravata ai danni della P.A., pari alle somme dalla stessa percepite come indennità di esclusività, non ottemperata, con l’Azienda Universitaria Ospedaliera.