di Redazione
CATANIA, 27 MAG E’ giunta questa mattina a
Catania, con 70 profughi e un bambino nato ieri a bordo, la nave
Aquarius, l’imbarcazione di ricerca e soccorso gestita in
partnership da Medici Senza Frontiere (Msf) e SOS Mediterranee.
Al neonato è stato dato il nome di Miracle (Miracolo); è nato in
acque internazionali alle 15.45 da una donna soccorsa il 24
maggio da una nave della marina militare italiana e in seguito
trasferita a bordo dell’Aquarius. Pesa 2,8 chili e sta bene.
“Per essere il primo parto della donna, è avvenuto molto
rapidamente. Le doglie sono iniziate al mattino presto, ma dopo
poche ore di travaglio è nato il bambino. Stanno entrambi molto
bene” dichiara Amoin Soulemane, ostetrica di Msf che ha
assistito il parto. La neo mamma ha raccontato all’équipe di Msf
di aver trascorso un anno in Libia, di essere stata tenuta
prigioniera, picchiata, di aver ricevuto pochissimo da mangiare
e di aver subito estorsioni per ottenere soldi per il rilascio.
Ha detto di essere fuggita con il suo compagno e centinaia di
altre persone all’inizio di quest’anno e da allora di essersi
nascosta in casa di un amico in Libia, prima di affrontare
giovedì scorso la pericolosa traversata del Mediterraneo.
“La situazione in Libia è estremamente pericolosa per
rifugiati e migranti, che hanno uno scarso accesso alle cure
mediche. Se fosse andata in travaglio solo 48 ore prima, avrebbe
dato alla luce il bambino in un nascondiglio su una spiaggia in
Libia, senza alcuna assistenza medica” dice Aoife Ni Mhurchu,
infermiera di Msf. “Mi ha raccontato che la loro barca in realtà
era partita mercoledì, ma dopo pochi minuti il motore si era
guastato ed erano tornati a riva. I trafficanti hanno detto loro
di nascondersi sulla spiaggia, poi sono scomparsi e per 24 ore
non sono tornati. A quel punto è stata lasciata lì,
terrorizzata, così avanti nella gravidanza, senza cibo né acqua”
aggiunge Ni Mhurchu di Msf.(ANSA).
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