di Redazione
Lo afferma il dott. Bartolo Mililli, esperto di economia e confidi. “Più le realtà produttive sono piccole- afferma Mililli, più le percentuali di accesso alle agevolazioni pubbliche, anche dei prestiti agevolati, diminuiscono. Bisogna intervenire per evitare il soffocamento di questa realtà. La situazione di crisi diventa ancor più visibile con le microimprese (ovvero con quelle che contano meno di 5 addetti). Alla fine dello scorso anno è stata rilevata una contrazione dei prestiti erogati alle aziende di minore entità”
Una situazione piuttosto sconfortante per i piccoli titolari di imprese che si prospettava già a metà del 2008. Ancora peggio sono andate le cose per le microimprese siciliane. Per le micro e piccole imprese è ancora più difficile il rapporto con le banche. Ai Confidi l’onere di affrontare la crisi correndo al “capezzale” di queste piccole ma importanti entità. Per l’imprenditore che ha la forza di coprire i flussi di denaro erogatogli per la sua attività c’è il rischio di rimanere impantanato nella burocrazia e nei processi di accesso ed ottenimento del credito.
Talvolta non basta la volontà e la caparbietà dei piccoli imprenditori per uscire dalla recessione, bisogna sostenerle in modo concreto. E’ ormai improcrastinabile una forte azione di sostegno alle imprese nell’accesso al credito agevolato. Gli Enti pubblici devono compiere un ulteriore sforzo per fare arrivare ossigeno alle imprese, anche attraverso i confidi, che vanno assistite nell’iter di concessione dei crediti e nelle loro scelte finanziarie.
In questa direzione il recente accordo siglato tra Confeserfidi e Artigiancassa in favore delle imprese artigiane della Sicilia assume un’importanza assoluta. La convenzione tra Confeserfidi e Artigiancassa, infatti, consente a queste imprese di usufruire, tra l’altro, delle agevolazioni previste dalla legge n.949/ 52 – Artigiancassa Regione Sicilia” che abbattono, fin dall’erogazione, i tassi di interessi a carico delle imprese.
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