di Leuccio Emmolo
Scicli – “Il Ministro Tremonti sta lavorando alla Banca del Sud per dare ossigeno agli imprenditori medio piccoli. Però la Banca del Sud c’è già, e sono i confidi”.
Così il dottor Bartolo Mililli, esperto in materia di economia e di confidi, si esprime sul progetto che sta muovendo i primi passi e che ruota attorno alla rete delle Poste e a quella del credito cooperativo.
Il ragionamento che sviluppa Mililli è limpido, e pone in evidenza la possibile sovrapposizione tra la “banca del sud” con i confidi che operano nel meridione e, quindi, anche in Sicilia.
“Un doppione inutile – dice Mililli – , visto che i consorzi di garanzia fidi sono i principali attori dell’economia reale. E’ proprio a causa della scarsa conoscenza del territorio da parte delle Banche nazionali, e che non può essere colmata certamente dalla presenza di migliaia di sportelli postali, che le Pmi si raggruppano nelle strutture mutualistiche, fortemente radicate nel territorio, in grado di offrire elevate garanzie (collettive) al sistema creditizio al fine di agevolare l’incontro tra domanda e offerta di credito.
I confidi rappresentano, in primo luogo, la soluzione più idonea per attenuare gli effetti dei maggiori rischi di credito sul patrimonio delle banche, operanti nell’area meridionale; in secondo luogo, hanno un ruolo strumentale di raccordo tra le politiche territoriali di iniziativa regionale e le esigenze specifiche dei territori nei quali operano”.
Per rafforzare l’importanza del Confidi, Mililli sottolinea che sono “fortemente sostenuti dalla Regione siciliana alla quale non è sfuggito il problema della sempre maggiore perdita di ‘centri decisionali’ nel settore del credito. L’assessorato regionale al Bilancio, addirittura, va oltre, e assegna un contributo alle imprese associate ai Confidi siciliani, finalizzato all’abbattimento del 60% degli interessi che hanno pagato alle banche.
In questo ruolo di sostegno delle imprese del loro territorio, che conoscono perfettamente, i Confidi gestiscono un fondo regionale di garanzia pubblica, forniscono servizi di istruttoria e di gestione dei contributi a sostegno dello sviluppo locale, promuovono e valorizzano il patrimonio informativo che gestiscono assumendo un compito di Credit Bureau, in grado di rendere disponibili non solo alle banche, ma anche alle istituzioni e al mercato informazioni sulle imprese più ampie e più facilmente accessibili rispetto a quelle fornite dall’attuale centrale dei rischi”.
Mililli afferma la straordinaria forza dei confidi: “Grazie ai Confidi siciliani le imprese della Sicilia hanno beneficiato, nel solo 2008, di ben 800 milioni di euro di finanziamenti a tasso agevolato del 2% erogati dalle banche alle quali è stata offerta una garanzia minima del 50%”.
Il dottor Bartolo Mililli auspica, comunque, che gli istituti possano aumentare il credito bancario e che la nascente “banca del mezzogiorno” possa rilanciare il credito al sud.
“Le banche devono continuare a fare le banche ed i confidi (principali attori dell’economia reale) devono continuare a colmare il “vuoto” dei grandi gruppi bancari che non hanno una conoscenza completa delle dinamiche delle varie realtà locali”.
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