Cronaca
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28/04/2011 23:17

Minardo-Gate, Corrado Monaca: Vi racconto il Copai

Parla l'ex presidente

di Antonio La Monica

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Corrado Monaca
Corrado Monaca

Modica – Oggi al centro di una inchiesta destinata a creare scalpore. Ma cos’era e perché è nato il Copai? La genesi del Consorzio risale al 1991 quando fu ideato come società consortile mista tra pubblico e privato. Fino al 1995 sono poche le aziende che credono nel Copai, mentre la Provincia ne è socia al 20%. Quando nel 1995 giunge alla presidenza il professore Corrado Monaca, già vice sindaco di Ispica, le cose iniziano a cambiare.
“All’inizio – spiega Monaca – c’erano tre o quattro imprenditori (tra i quali anche la Sud legno) che detenevano l’80% del pacchetto azionario. La prima cosa che feci fu di aprirlo e riuscii ad inglobare circa 40 imprese. Poi verificai la situazione bancaria e, a fronte di una situazione debitoria, mi resi conto che sul conto corrente giacevano due miliardi e cinquecento milioni di lire con una formula vantaggiosa, ma solo per la banca”. La prima azione è subito di grande impatto. “Andai a Palermo – ricorda Monaca – e chiesi una sistemazione del conto profilando, in caso contrario, una richiesta di intervento della Procura”. Altro passaggio traumatico fu la decisione di spostare la sede del Copai da Modica al Centro Asi di Ragusa con annesso invito al precedente direttore di togliere il disturbo. “Insomma – prosegue Modica – recuperammo il regresso e realizzammo il 67% dei progetti in cantiere in tempi straordinariamente brevi e coinvolgendo tutti i gruppi politici. 
“Furono anni in cui la Provincia, non partecipò economicamente ad alcun progetto lasciando spazio ai Comuni. Abbiamo realizzato progetti unici in Europa ma nessun politico ha mai speso una parola sul nostro operato”. Dal museo etnografico di Giarratana al museo dello sfilato a Chiaramonte Gulfi. “Anche la passerella della Torre Cabrera a Pozzallo – precisa il nostro interlocutore – a prescindere dalla polemica ambientale fu da noi realizzato come Copai. Lo stesso si può dire per il restauro dell’organo della chiesa dell’Annunziata ad Ispica. Il nostro progetto sul marketing, l’unico elaborato su scala europea, è risultato primo su 91”. 
Poi, però, qualcosa cambia. È il 1998 è Corrado Monaca termina il suo percorso presidenziale. “Fino al 1998 – racconta – ho cercato di progettare in funzione dell’esistente per proporre idee funzionali alle esigenze. Poi le cose sono cambiate. Per il Copai inizia a profilarsi una gestione da sottogoverno ed io sarei dovuto entrare come rappresentante di una società privata. Ricordo che c’erano molti consiglieri che mi chiedevano quanto si guadagnasse. Rimanevano tutti stupiti del fatto che io non avevo preso una lira. Nel 1999 passai il testimone alla signora Suizzo che da socia divenne presidente. Lei mi disse che non era capace di fare niente ma che aveva tanta buona volontà, dunque le spiegai quanto avevo appreso negli anni della mia presidenza”. 
Da allora il professore dichiara di non avere seguito con molta attenzione le vicende legate al Copai, se non quando venne a sapere che addirittura l’Onu aveva scelto di finanziare proprio in provincia di Ragusa un proprio corso di formazione.

 

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