Attualità
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28/04/2011 01:32

Minardo-Gate, i corsisti del Copai lasciati senza soldi

La denuncia presentata da Italia dei Valori

di Antonio La Monica

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I lavoratori senza compenso del Copai in un'immagine di repertorio
I lavoratori senza compenso del Copai in un'immagine di repertorio

Modica – Se da una parte i soldi spariscono, dall’altra quegli stessi soldi non arrivano. È il caso dei corsisti che proprio nei giorni scorsi avevano convocato una conferenza stampa per ottenere giustizia. Sono i giovani che hanno frequentato i corsi per il progetto n. 83 Ptta 1994-1996 e n. 84 Ptta 1994-1996 finanziati dal ministero dell’Ambiente ed affidati dalla Provincia regionale al Copai.

Percorsi formativi utili, almeno nelle intenzioni, ad avviare e formare al lavoro vari giovani nel settore dello sviluppo turistico e della gestione delle risorse idriche. Tutto molto bello, peccato che per seguire questi corsi gli studenti non hanno ricevuto dal Copai il dovuto rimborso spese né tanto meno l’indennità mensile.

“Questi giovani – ha dichiarato Giovanni Iacono, consigliere provinciale di Italia dei valori – non hanno mai avuto le indennità spettanti e non hanno alcuna prospettiva di futuro su quanto hanno appreso in questi lunghi anni”. La denuncia di Iacono, lanciata alcuni giorni fa nel corso di una conferenza stampa, ha avuto ieri una implicita risposta e non certo positiva. Fa persino sorridere l’idea che il Copai si fosse rivolto al Tribunale di Ragusa, per chiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo “per l’attività di gestione dei progetti di sviluppo occupazionale e ambientale nella fascia costiera trasformata” e per la “realizzazione di una struttura di servizi nel campo della gestione degli impianti di depurazione e di marketing territoriale”. Una richiesta che aveva in un primo momento gettato nello sconforto gli amministratori di viale del Fante.
Ma per giustificare le proprie spese il Copai non era stato in grado di produrre le proprie note giustificative. Le carte del Consorzio, infatti, erano già tra le mani della Guardia di finanza e, probabilmente, nessuno del Copai aveva voglia di smuovere ulteriormente le acque. Difficile, a questo punto, prevedere una minima risoluzione positiva per tutti quei ragazzi che avevano deciso di puntare sulla propria formazione dando fiducia ad un percorso pieno di belle promesse ma che, alla luce dei fatti, si è rivelato un imbuto senza troppe vie di uscita. Ma non solo per i ragazzi.

 

 

 

La Sicilia