Cronaca
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25/03/2026 20:27

Missione anomala nel Mar Ionio: il jet radar G550 italiano interrompe il volo dopo meno di due ore

Cosa è successo?

di Redazione

Un velivolo G550 CAEW dell’Aeronautica Militare italiana – nominativo IAM1470 – il 25 marzo ha svolto una missione sul Mar Ionio con degli elementi di forte discontinuità rispetto ai soliti profili operativi. L’analisi dei dati di tracciamento open-source evidenzia una conclusione anticipata della sortita, con modalità che si discostano dagli standard osservati per questo tipo di attività.

Le missioni dei G550 configurati per l’allerta precoce aerea (AEW) nell’area ionica seguono generalmente uno schema consolidato: dopo il decollo, il velivolo raggiunge quote intorno ai 40.000–41.000 piedi, per poi stabilizzarsi su orbite prolungate a circuito, simili a una pista da corsa, sopra il Mar Ionio. In queste condizioni, l’aereo mantiene la posizione per diverse ore, garantendo una copertura radar continua e ad ampio raggio. La durata complessiva di queste operazioni è tra le sei e le otto ore, coerentemente con le esigenze di sorveglianza e controllo dello spazio aereo che richiedono permanenze prolungate in quota.

Il comportamento del volo del 25 marzo si discosta in modo netto da questo modello. Secondo i dati disponibili riportati dagli analisti di Itamilradar, il G550 CAEW ha effettuato una salita regolare fino alla quota operativa prevista, raggiungendo circa 40.000 piedi. Ma la permanenza a questa altitudine è stata molto breve, di pochi minuti. Subito dopo aver raggiunto la quota di crociera, l’aereo ha iniziato la discesa, proseguendo la missione a livelli sensibilmente inferiori, compresi tra i 10.000 e i 14.000 piedi. La durata complessiva del volo è risultata inferiore alle due ore, ben al di sotto degli standard tipici.

L’aspetto più rilevante è rappresentato dall’assenza di una fase significativa di attività ad alta quota, elemento centrale per l’efficacia delle missioni di allerta precoce. Il profilo di volo suggerisce infatti che la missione sia stata interrotta poco dopo l’ingresso nell’area operativa. La prosecuzione a quote inferiori, non ottimali per l’impiego dei sensori AEW, indica una possibile riduzione delle capacità operative. La discesa è comunque avvenuta in modo regolare e controllato, senza segnali di emergenza come perdite di quota o deviazioni improvvise dalla rotta pianificata.

La prima ipotesi è quella di un inconveniente tecnico, verosimilmente legato ai sistemi di missione – come radar o sensori – piuttosto che alla piattaforma di volo in sé. Una problematica di questo tipo giustificherebbe l’interruzione anticipata dell’attività operativa pur consentendo un rientro in sicurezza. Un’altra possibilità è rappresentata dalla modifica improvvisa dell’incarico, con un cambiamento delle esigenze operative che avrebbe reso non più necessario il mantenimento della missione secondo il profilo previsto. Non si può escludere, infine, che il velivolo abbia operato temporaneamente in condizioni degradate, rimanendo nell’area per un periodo limitato prima di fare rientro alla base.

Il velivolo non è stato sostituito da altri AEW o ISR nella stessa zona. Un’indicazione del fatto che non fosse richiesta una copertura continua, oppure che eventuali attività di sorveglianza siano state affidate a piattaforme non tracciabili tramite i sistemi open-source comunemente accessibili.