Moda e Gossip Coco Chanel

Coco Chanel: la donna che rivoluzionò la femminilità

10 Gennaio 2021, cinquant’anni dalla scomparsa di Coco Chanel la donna che rivoluzionò la femminilità, partendo dalla moda.

la donna che rivoluzionò la femminilità, partendo dalla moda

Oggi 10 Gennaio, si ricordano i 50 anni dalla morte di Coco Chanel, stilista all'avanguardia per vocazione, ribelle e audace per natura, che ha inventato uno stile unico, rivoluzionando la couture e stravolgendo i codici tradizionali della moda del XX secolo, con un impero creato a sua immagine e somiglianza, che dal mondo della moda passa anche per quello dei profumi e della gioielleria.

Rigorosa eppure rivoluzionaria
: lasciatasi alle spalle un'infanzia infelice Gabrielle Bonheur Chanel si è pian piano trasformata nell'arcinota Coco Chanel, una stilista capace di cambiare il mondo della moda a colpi di bianco e nero. Gabrielle Chanel, di cui si ricordano i 50 anni della sua morte, odiava l'eccesso di orpelli, le crinoline e le stecche di balena. Oggi a 50 anni dalla scomparsa, avvenuta il 10 gennaio 1971, le sue regole di bellezza sono più attuali che mai. Una donna che rivoluzionò la femminilità partendo dallamoda. Del resto, è una leggenda

Gabrielle Chanel, detta “Coco Chanel”, nasce in Francia il 19 agosto del 1883.
L’infanzia non è certo stata delle migliori. Il padre di Gabrielle, venditore ambulante, rimasto vedovo, affida le sue figlie all’orfanotrofio di Aubazine, gestito dalle suore del Sacro Cuore. La sua casa sarà, quindi, un orfanotrofio, dove non era possibile vivere la spensieratezza dell’infanzia e della prima gioventù. Superata l’età massima per restare in orfanotrofio, Gabrielle inizia a lavorare come commessa nel negozio di biancheria e maglieria Maison Grampayre, a Mulins, dove approfondisce le nozioni di cucito apprese dalle suore. Così la sua vita prende una piega differente quando, lasciato l’orfanotrofio, inizia a camminare per la strada della vita seguendo la sua grande passione: creare abiti.

Tagliare, cucire, semplificare gli abiti, l'infinito agire della sarta in azione, con la sigaretta sempre accesa tra le mani, era la sua vera passione, scoperta dopo lo choc della morte di Boy a causa di un incidente automobilistico. Suo unico desiderio era diventato a quel punto quello di voler realizzare "l'abito perfetto", quello che avrebbe rivoluzionato la storia del costume femminile dei primi del Novecento. Il ‘900 l’ha consacrata come una delle stiliste migliori di tutti i tempi. Il suo stile è inimitabile, nessuno riuscirà mai a scalfirlo.

Cosa sarebbe la moda, a che punto saremmo noi donne, se non fosse mai nata? Tutte dobbiamo davvero molto a Coco Chanel. Oltre a un guardaroba rivoluzionario, Mademoiselle Chanel ha regalato alle donne anche un nuovo modo di essere, vedersi, esprimersi. Personalità gigantesca, in pochi decenni ha impresso il suo stile sul mondo, vestendolo di visioni rivoluzionare, all’avanguardia, ultra contemporanee. È lei che ha regalato a tutte noi l’insostituibile nero, liberando il colore/non colore dai segni del lutto, dandogli luminosità ed eleganza suprema e rendendolo assolutamente perfetto per ogni situazione. Ci ha dato i pantaloni (come poter immaginare un guardaroba senza), ci ha liberato da tonnellate di tessuti e corsetti. Nessuna mai, prima di allora, ci aveva voluto bene come lei.


La bellezza secondo Coco

Mademoiselle non è “solo” moda, stile, tendenza immortale. Coco Chanel è attitude con una singolare considerazione della bellezza. «Se sei triste, se sei deluso per amore, truccati, concediti un po’ di cure di bellezza, metti il rossetto e attacca», è senza dubbio una delle sue citazioni più celebri, diventata nel tempo beauty must. Pertanto, non è un caso che molti dei suoi primi lanci cosmetici degli anni ’20 siano duraturi quanto le iconiche giacche in tweed o la leggendaria borsa trapuntata 2.55, e hanno contribuito a plasmare l’industria della bellezza.

Dal Bob al rossetto rosso.
Rendiamo poi grazie a Coco non solo per l‘eau de parfum più amato al mondo (una bottiglia è venduta ogni 30 secondi), ma anche per aver sdoganato, sul finire della Prima Guerra Mondiale, il bob come pettinatura-à-porter della nuova donna dall’immagine forte, attiva, indipendente e contemporanea. Il suo caschetto ondulato è diventato nel tempo, tra l’altro, marchio di stile. Trendsetter nel Dna, Chanel nel 1923 è stata, inoltre, la prima donna a pensare all’abbronzatura come elemento di bellezza. Prima di allora le contadine, nei campi sotto il sole, acquisivano un colore ambrato che, per questo, veniva associato al ceto povero. Al contrario il pallore era sinonimo di nobiltà e benessere economico, tanto che le signore dell’epoca si facevano notare per le città munite di ombrellini, velette e prendisole piuttosto ingombranti. Al ritorno da una vacanza in Costa d’Avorio, dove la stilista si era lasciata baciare dal sole, fu ammirata per la sua tintarella e immediatamente copiata. E che dire del rossetto rosso di cui è stata sempre sostenitrice? La bocca rossa di Chanel era ed è un talismano che funziona come un’armatura di bellezza, il classico red lipstick il simbolo della vera femme fatale, da applicare disegnando perfettamente il contorno della bocca il più possibile a forma di cuore.
Gli anni Settanta segnarono infine il debutto di un altro grande classico: il sandalo bicolore, realizzato per lei direttamente dal celebre calzolaio Andé Massaro. Il 10 gennaio 1971, a 87 anni, Chanel morì in una camera dell'hotel Ritz di Parigi, da anni suo buen retiro. Non sapeva che da lì a breve il suo nome sarebbe diventato leggenda. A cinquant'anni dalla sua morte è una delle poche donne che ha saputo rivouzionare la femminilità partendo dalla mada.

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Chanel ha fornito un’importante lezione di bellezza ad alto tasso inclusivo: «per essere insostituibile, devi essere diverso», ha detto. Perché, che si tratti o meno dell’aver liberato le donne da capi restrittivi, ciò che rende felice è sentirsi a proprio agio con se stessa. Insomma, un messaggio 2021 arrivato dal secolo precedente, grazie a Coco. 


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