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Tiffany, Lvmh finalizza acquisizione da 15,8 miliardi

Lvmh ha finalizzato l'acquisizione del marchio Tiffany alla cifra di 15,8 miliardi.

Bernard Arnault, Lvmh, acquista Tiffany

Lvmh acquisisce Tiffany. «Siamo fiduciosi nella capacità di Tiffany di accelerare la sua crescita, di innovare e di rimanere il marchio di gioielli più desiderabile», ha detto Bernard Arnault, che ha chiuso l'operazione spendendo 15,8 miliardi per l'acquisizione. 

Annunciato nel novembre 2019, l’impegno tra Tiffany e Lvmh, il marchio di lusso numero uno al mondo con circa 70 case (tra cui Louis Vuitton, Dior, Ce’line, Bulgari, Hennessy, Dom Perignon), è stato interrotto nel settembre 2020 nel contesto della crisi economica causata dal Covid-19, prima che i gruppi si riconciliassero in ottobre e concordassero un prezzo rivisto di 131,50 dollari per azione, in calo rispetto ai 135. Il 30 dicembre, gli azionisti di Tiffany avevano approvato la fusione con Lvmh per 15,8 miliardi di dollari, un affare da record nel settore dei beni di lusso.

Così Bernard Arnault: “Tiffany è un marchio iconico e un emblema della gioielleria mondiale. Ci impegniamo a sostenerlo con la stessa passione che abbiamo dedicato a ciascuna delle nostre maison nel corso degli anni".

Intanto la maison americana ha annunciato i risultati preliminari del periodo compreso tra il primo di novembre e 31 dicembre del 2020 che mostrano un incremento delle vendite del 2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un record rispetto a qualsiasi altro periodo di festività. “Nel mezzo di una pandemia mondiale e dei suoi impatti, questi risultati, che seguono un forte terzo trimestre, riflettono il successo delle nostre strategie di vendita pluriennali che vedono convergere la Cina continentale (più del 50% di aumento rispetto all’anno precedente), l’e-Commerce (più dell’80% di aumento rispetto all’anno precedente), l’aumento dei prezzi medi al dettaglio e l’accelerazione delle innovazioni di prodotto. Durante questo periodo, abbiamo visto il mercato cinese continuare a guidare la nostra crescita complessiva delle vendite, mentre alcuni altri mercati dell’Asia Pacifico hanno sostenuto l’aumento di circa il 20% per la regione. Siamo stati inoltre lieti di vedere che il positivo slancio delle vendite del terzo trimestre è proseguito anche nel periodo festivo per le Americhe e il Giappone, con un aumento del Giappone di circa l’8% rispetto all’anno precedente”.

Tiffany ha anche recentemente acquisito un diamante da 80 carati, che utilizzerà per rieditare una collana d’archivio del 1939. Sarà il gioiello più costoso mai realizzato per Tiffany e protagonista della riapertura dell’iconico flagship store sulla Fifth Avenue a New York, nel 2022.

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“La collana – promette la maison – farà nuovamente storia, come quando debuttò all’esposizione universale nel Queens, a New York”. La pietra centrale, un diamante ovale di oltre 80 carati, colore D, non solo è molto raro, ma è anche un simbolo del primo approccio di Tiffany alla tracciabilità dei diamanti. Proviene dal Botswana, in Africa, e sarà incastonato da artigiani Tiffany a New York City.


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