Lutto per il mondo della moda con la morte dell'ex direttore creativo di Vogue America, André Leon Talley
di Veronica Ziani
Una presenza massiccia con i suoi due metri di altezza, eccentrica per lo stile personale, spinosa per i suoi commenti pungenti. E’ morto ieri, martedì 18 gennaio, in un ospedale di New York, il giornalista di moda André Leon Talley. Le cause sono ancora sconosciute. Aveva 73 anni.

Al fianco della storica direttrice di Vogue America, Anna Wintour, André Leon Talley ricopre il ruolo di direttore creativo per la stessa testata tra gli anni ’80 e ’90. Diventa presto una delle icone del giornalismo di moda, seduto sempre in prima fila alle più importanti sfilate di New York, Londra, Milano e Parigi, sempre vicino alla potentissima Anna Wintour.
Segni riconoscibili: cappello eccentrico e kaftano prezioso e ingombrante. Di lui lo stilista Tom Ford dice “Appartiene al tempo in cui i giornalisti erano in grado di creare un sogno, in cui la moda era un’economia molto più elegante, in cui lo stile contava davvero”.
Nato a Washington, viene cresciuto dalla nonna materna, che sa trasmettergli una “comprensione del lusso”, incisiva per la personale visione del mondo di Talley. La sua carriera comincia con un incontro fondamentale: nel 1974 lavora come apprendista per Diana Vreeland (a quel tempo direttrice di Vogue America) al Metropolitan Museum of Art. Lei intuisce il potenziale del giovane Talley: lo mette in contatto con la Factory di Andy Warhol e Interview magazine. Lavora da Women’s Wear Daily, W, The New York Times e poi Vogue America. E’ il primo uomo nero a raggiungere un ruolo di potere così alto nell’editoria di moda.

André Leon Talley e Anna Wintour
Nel 2003 pubblica un Memoir, seguito da un secondo libro pubblicato nel 2020 “The Chiffon Trenches: A Memoir”, dove racconta dei suoi inizi a New York negli anni ’70, del suo complicato rapporto con Anna Wintour (il collegamento con il film “Il Diavolo Veste prada-sponsor-prima-conoscere-sede-date/143604″ >Prada” è immediato) e delle sue esperienze con il razzismo all’interno del sistema moda. Il libro diventa un best seller, affascinando lettori in tutto il mondo con racconti di un giornalismo e di un modo di vivere la moda che non potrà mai più esistere.
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