Monisteri cerca nuovi locali per il Poidomani nella stessa zona dove si concentrano già diversi plessi scolastici.
di Gabriele Giannone
Modica – Prima si concentrano le scuole, poi ci si domanda perché il traffico non scorra. A Modica l’ultima scelta dell’amministrazione Monisteri rischia di aggiungere un altro tassello a una situazione che, soprattutto nelle ore di ingresso e uscita degli studenti, è già complicata.
Il Comune ha pubblicato un avviso esplorativo per trovare nuovi locali da destinare alle classi dell’Istituto comprensivo Raffaele Poidomani. E fin qui nulla di strano. Il punto è dove l’amministrazione ha deciso di cercarli: esclusivamente in via Risorgimento, motivando la scelta con la presenza nella stessa area di altri locali già utilizzati dall’istituto.
Insomma, anziché alleggerire uno degli assi viari più trafficati della città, si punta ancora sulla stessa zona.
L’avviso nasce dalla delibera di giunta n. 246 del 5 agosto 2026 e prevede la ricerca di otto nuove aule: tre dovranno essere disponibili già dal primo settembre 2026 e altre cinque da febbraio 2027. Non solo aule: servono anche un ambiente per le attività psicomotorie, una sala docenti e una sala per i collaboratori scolastici.
Il problema è che via Risorgimento è già oggi uno dei punti più delicati della viabilità modicana. Nell’arco di poche centinaia di metri insistono già tre sedi scolastiche, con centinaia di studenti, genitori, docenti e personale che ogni mattina e all’uscita si riversano sulla stessa arteria. Parcheggi insufficienti, auto in doppia fila, attraversamenti pedonali e code sono una fotografia ben conosciuta da chi frequenta quotidianamente la zona. Insorgono i residenti che hanno avviato una raccolta di firme.
E adesso potrebbero aggiungersi altre otto classi. Tradotto in termini di mobilità significa potenzialmente centinaia di nuovi spostamenti quotidiani concentrati negli stessi minuti e negli stessi 300 metri di strada.
L’area indicata dall’avviso comprende anche l’asse di via Risorgimento in prossimità dell’incrocio con via Trapani Rocciola, altro nodo particolarmente trafficato. E proprio qui emerge la domanda: prima di concentrare ulteriori attività scolastiche nella zona, è stato realizzato uno studio sull’impatto della nuova utenza sulla viabilità? Sono stati valutati parcheggi, percorsi pedonali, aree per la sosta veloce dei genitori e sicurezza degli studenti?
Curiosamente, nell’avviso i parcheggi compaiono tra gli elementi che il proprietario dell’immobile può indicare nella relazione tecnica: viene infatti richiesta la descrizione dell’ubicazione e delle «eventuali aree di pertinenza», nonché degli eventuali parcheggi privati e pubblici.
Ma il problema non è soltanto trovare un edificio a norma. È capire se quella parte di città sia in grado di assorbire un’ulteriore concentrazione scolastica.
La sensazione è quella di una pianificazione fatta per sommatoria: c’è già una scuola, quindi se ne porta lì un altro pezzo. Una scelta logisticamente comoda, forse, ma che rischia di scaricare il conto sulla viabilità e soprattutto sulla sicurezza.
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