Riceviamo e pubblichiamo.
di Lettera firmata
Ragusa – Gentile Direttore,
desidero raccontare un episodio che mi ha profondamente colpito e che, a mio avviso, pone una questione che va ben oltre un semplice verbale.
Lo scorso 20 febbraio ho accompagnato mia madre, titolare di regolare contrassegno per persone con disabilità, nelle vicinanze di via Leonardo Da Vinci. Ho parcheggiato l’auto sulle strisce blu esponendo il pass sul parabrezza. Al mio ritorno ho trovato un preavviso di accertamento per il mancato pagamento della sosta, nonostante il contrassegno fosse regolarmente esposto.
Convinto che si trattasse di un semplice errore, mi sono recato negli uffici della società che gestisce il servizio per chiedere chiarimenti. È lì che è iniziata la parte più spiacevole della vicenda.
Invece di limitarsi a verificare la validità del contrassegno, mi è stato contestato il contenuto della dichiarazione che stavo rendendo. Mi è stato detto che sarebbe stato opportuno sentire direttamente mia madre per accertare che fosse realmente presente quel giorno e mi è stato persino chiesto di inserire nella dichiarazione il suo numero di telefono. Una richiesta che ho ritenuto del tutto inopportuna e che ho rifiutato, perché la privacy e la dignità di una persona con disabilità meritano rispetto.
Sono uscito da quegli uffici con l’amara sensazione che il cittadino debba quasi dimostrare di non essere in malafede, anche quando esercita un diritto riconosciuto dalla legge. Un contrassegno per disabili non dovrebbe trasformarsi in un motivo di sospetto né costringere le persone a giustificare continuamente la propria condizione.
Per questo ho deciso di scrivere al sindaco e al comandante della Polizia Locale. Non per alimentare una polemica, ma perché credo sia necessario investire maggiormente nella formazione degli ausiliari della sosta, affinché il rapporto con il pubblico sia improntato non solo all’applicazione delle regole, ma anche al buon senso, all’umanità e al rispetto.
Perché un verbale può essere annullato. Un atteggiamento che ferisce la dignità delle persone, invece, lascia un segno molto più profondo.
Il rispetto viene prima di ogni cosa.
P.L.
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