Attualità
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15/09/2026 16:20

Modica, caos scuole: genitori in protesta in via Risorgimento

Il lucernario in plexiglass.

di Gabriele Giannone

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Modica – Scuola con proteste e tensioni a Modica. Il caso dei locali utilizzati dall’Istituto comprensivo Raffaele Poidomani, già finito al centro dello scontro politico nelle ultime ore, questa mattina è diventato anche una protesta delle famiglie.
Nel plesso di via Risorgimento alcuni genitori hanno deciso di non fare entrare i propri figli in classe, contestando le condizioni dei locali nei quali sono stati sistemati gli alunni e chiedendo risposte al sindaco Maria Monisteri e alla dirigenza scolastica.
Le famiglie sollevano dubbi in particolare sui requisiti di aerazione e sicurezza delle aule, specie in un’aula che dovrebbe ospitare 27 alunni e chiedono che venga accertata formalmente l’idoneità degli ambienti prima che i bambini continuino a frequentarli.
Una situazione che ha spinto i genitori a interessare anche i Vigili del fuoco, ai quali viene chiesto di verificare, per quanto di competenza, le condizioni e l’idoneità dei locali.
Ma le preoccupazioni non riguardano soltanto questo plesso.
Segnalazioni arrivano anche dai genitori dei bambini trasferiti nei nuovi locali di via Risorgimento 90, sopra il supermercato Coop. Qui l’attenzione delle famiglie è concentrata sulla copertura dell’immobile e, in particolare, sulla presenza di un lucernario in plexiglass, ritenuto dai genitori un potenziale elemento di pericolo. Anche su questo aspetto viene sollecitata una verifica tecnica da parte dei Vigili del fuoco, che dovrà chiarire se le preoccupazioni manifestate abbiano o meno un fondamento sotto il profilo della sicurezza.
Il risultato è che, proprio nel giorno della prima campanella, a Modica esplode un vero e proprio caos scuole.
La vicenda era già stata sollevata dall’opposizione. DC, Siamo Modica e Radici Iblee avevano denunciato le condizioni di alcune aule di via Risorgimento, parlando di locali angusti, assenza di climatizzazione e altre criticità. Al centro delle polemiche anche il trasferimento scaglionato degli alunni: tre classi nei nuovi locali da settembre e altre cinque soltanto da febbraio 2027.
Secondo la ricostruzione dell’opposizione, alla base del rinvio ci sarebbe la mancata disdetta nei tempi previsti del contratto di locazione dell’immobile attualmente utilizzato, con un preavviso di sei mesi che non sarebbe stato dato. Spostare subito tutte le classi avrebbe quindi comportato per il Comune il pagamento contemporaneo di due affitti fino a febbraio.