Parla l’ex assessore Giorgio Cavallo
di Adriana Occhipinti
Modica – «Le moderne opere d’arte che in questo periodo sono state al centro delle critiche in città non dovrebbero essere disapprovate indistintamente. Giustamente collocate statue e opere possono impreziosire e rivitalizzare gli spazi urbani. L’attesa di Deianira di piazza S. Teresa è frutto di un simposio importante, la sua collocazione è stata concordata con la soprintendenza e il genio civile, ed è un simbolo di rinascita, sulla quale si sta lavorando, per Modica Alta. La Stella Cometa di Ruta potrebbe invece dare nuova luce alla Sorda se correttamente posizionata». Giorgio Cavallo, studioso e storico locale, socio del Centro Studi sulla Contea di Modica, non approva i duri toni che in questo periodo hanno caratterizzato la polemica sulle opere d’arte installate in città. Le opere, frutto del lavoro di artisti e maestranze locali, devono essere valutate con attenzione e rispettate.
«Ci sono stati molti commenti negativi che mi hanno amareggiato – dice Cavallo – come ad esempio le dichiarazioni del prof. Giuseppe Barone (preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania), che ha criticato “la corsa a riempire il centro storico di Modica di manufatti sedicenti artistici” citando, tra le opere disapprovate, quella che ha definito “la simpatica “ninfa” di piazza s. Teresa. Io ho profonda stima del professore Barone, che per altro è socio del Centro Studi, e sono convinto ci sia stato un fraintendimento poiché sa bene che il lavoro fatto in 20 anni dal Centro ha seguito un percorso ben preciso iniziato con il recupero della chiesetta di San Nicolò Inferiore, passando per il restauro della Lunetta di Berlon, fino ad arrivare al progetto di restauro della chiesetta di S. Venera. L’opera che lui critica, che il Centro ha voluto sulla piazza di Modica alta, è frutto del lavoro del simposio tenutosi nel luglio del 2010 a Modica che ha visto la partecipazione di quattro scultori di fama internazionale. Una scultura delle quattro realizzate è stata donata alla Provincia di Ragusa e si trova all’ingresso del palazzo della Provincia in viale del Fante, l’altra, realizzata in pietra locale dallo scultore giapponese Koh-Emon Hattori, è quella di piazza S. Teresa e speriamo di poter donare presto alla città le altre due».
A parere di Cavallo, brutture, errori di forma e contenuto si verificano nel posizionamento errato o nella sovrapposizione di un’opera su un’altra come è successo nel caso della Stella Cometa posizionata sulla fontana del Cellini. «Un’opera deve essere accettata per quella che è – dice Cavallo – e può trovare il suo senso nella giusta collocazione. L’opera di Ruta, ad esempio, potrebbe far vivere piazzale Baden Powell, la zona delle scuole, punto vitale del quartiere Sorda che vitale non è. La zona è priva di una piazza, luogo d’incontro e di scambio, e la stella potrebbe diventare il fulcro di una nuova visione urbana del quartiere».
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