Attualità
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13/02/2013 00:09

Modica, la città delle statue brutte

"L’attesa di Deianira"

di Adriana Occhipinti

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"L’attesa di Deianira"
"L’attesa di Deianira"

Modica – E’ viva e sempre più ardente la polemica sulle installazioni artistiche nella città della Contea. Dopo l’animato dibattito che ha concentrato le attenzioni di influenti personalità del mondo della cultura locale ma anche di politici, professionisti e comuni cittadini, sulla “Stella Cometa” di fontana Cellini in piazza Corrado Rizzone, sotto le critiche è finita anche la scultura “L’attesa di Deianira” posizionata, da qualche giorno, in piazza S. Teresa a Modica Alta.
E’ nuovamente il prof. Giuseppe Barone, preside della facoltà di Scienze politiche dell’Università di Catania, nonché presidente della Fondazione “G. P. Grimaldi”, ad alzare la voce criticando anche altre proposte avanzate per “abbellire” la città. «È partita la corsa a riempire il centro storico di Modica di manufatti sedicenti artistici. – dice Barone – Dopo la sfortunata “tuma” e la cometa “arrugginita” di piazza Corrado Rizzone si prosegue con la simpatica “ninfa” di piazza santa Teresa che vorrebbe simboleggiare il riscatto di Modica Alta. Abbiamo anche dovuto sopportare in tempi recenti le tante “Madonnine” e le statuine di S. Giovanni Bosco volute dall’on. Riccardo Minardo. Ora arriva la proposta del candidato-sindaco Ignazio Abbate di sistemare nei luoghi più’ rappresentativi alcune “panchine di cioccolato” con tanto di targhette delle imprese dolciarie. Questo assalto continuato all’identità’ della città’ merita attenzione”.
“Nel Settecento a Modica – continua Barone – si costruivano chiese barocche, nell’Ottocento si realizzavano i palazzi signorili del corso Umberto, all’inizio del Novecento l’hinterland extraurbano si arricchiva di ville Liberty. Poi abbiamo cominciato a “sporcare” con funghi edilizi e costruzioni abusive la periferia e il centro. Senza Piano regolatore tutto il brutto e’ stato consentito ed incoraggiato. L’altopiano della Michelica e il quartiere S. Cuore hanno accolto in modo caotico tutto e il contrario di tutto: polo commerciale, zona artigianale, resort alberghieri, lo stesso foro boario, edilizia convenzionata e non. A rischio di essere antipatico ad alcuni: vogliamo, per favore, rispettare il nostro tessuto urbano, evitando interventi estemporanei, o peggio, dettati da gare elettorali? Vogliamo “costruire il paesaggio” a misura di civiltà’ e con lo stesso “buon gusto” dei nostri avi? Nel segno dell’ Unesco e dei suoi rigorosi criteri artistici».

La Sicilia