Lettere in redazione
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02/07/2026 09:58

Ragusa, l’autista del Bus: “Perde l’aereo per colpa nostra? Prenda un taxi”

Riceviamo e pubblichiamo.

di Redazione

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Ragusa – Modica, 2 luglio 2026. Se perdi l’aereo? Nessun problema: “Prenda un taxi”. Il surreale viaggio verso l’aeroporto di Catania

Ci sono frasi destinate a rimanere impresse. Una di queste è certamente: “Può prendere un taxi.”

È la risposta che mia figlia si è sentita rivolgere dall’autista dell’autobus della compagnia Etna quando, con evidente preoccupazione, ha fatto presente che, con 45 minuti di ritardo, avrebbe rischiato seriamente di perdere il volo per Pisa in partenza dall’aeroporto di Catania.

Ma andiamo con ordine. Nel pomeriggio del 1° giugno 2026 accompagno mia figlia da Modica a Ragusa. Ha regolarmente acquistato un biglietto con partenza prevista alle ore 19:00. Destinazione: aeroporto di Catania, dove l’attende un volo delle 22:00.L’autobus arriva puntualmente alle 18:55. Fin qui tutto perfetto.

Peccato che arrivi la sorpresa della serata. Con la serenità di chi annuncia le previsioni del tempo, l’autista comunica che l’autobus partirà alle 19:45 perché deve fare la pausa. Non un ritardo dovuto al traffico. Non un guasto. Non un’emergenza. Semplicemente… la pausa. A questo punto mia figlia fa presente che con quella partenza rischia concretamente di perdere l’aereo. Ed ecco la risposta destinata a entrare negli annali del trasporto pubblico:

“Può prendere un taxi.”

Una soluzione brillante. Peccato che il taxi non fosse compreso nel prezzo del biglietto. Nel frattempo ero già rientrato a Modica. Alle 19:15 ricevo la telefonata di mia figlia. Torno immediatamente a Ragusa, la riprendo e partiamo a tutta velocità verso Catania, con il navigatore che scandisce i minuti e il check-in che incombe.

Risultato?

Impegni saltati, chilometri aggiuntivi, carburante, stress e una corsa contro il tempo per rimediare a un problema che non avremmo mai dovuto affrontare. Sia chiaro: nessuno mette in discussione il diritto sacrosanto di un autista a effettuare la propria pausa. Quello che lascia esterrefatti è un altro aspetto.

Se il biglietto riporta una partenza alle ore 19:00, è lecito aspettarsi che l’autobus parta alle ore 19:00. Altrimenti sarebbe più corretto scrivere direttamente: “Partenza prevista alle 19:00… salvo pausa.” Chi sceglie un collegamento per l’aeroporto non sta andando a fare una passeggiata. Sta cercando di prendere un aereo, che, a differenza degli autobus, raramente aspetta i ritardatari.

La domanda, quindi, è semplice.Com’è possibile che un autobus destinato a un aeroporto venga programmato con una pausa esattamente nell’orario di partenza indicato sul biglietto?

E soprattutto: è davvero questa l’assistenza che merita un passeggero? Sentirsi dire di prendere un taxi dopo aver già pagato un servizio che avrebbe dovuto portarlo in aeroporto? Forse, per il futuro, sarebbe opportuno aggiornare il servizio. Accanto all’orario di partenza si potrebbe aggiungere una piccola nota:

“Partenza prevista alle ore 19:00. In caso di pausa dell’autista, il cliente è invitato a munirsi di taxi, automobile personale o, se particolarmente allenato, a valutare una corsa podistica fino a Catania.”

L’ironia serve a sdrammatizzare. Il problema, invece, è molto serio. Perché dietro ogni autobus diretto all’aeroporto ci sono persone che devono prendere un volo, raggiungere un familiare, andare a lavorare o semplicemente rispettare un appuntamento. E la puntualità, in questi casi, non è un optional: è parte integrante del servizio che il passeggero ha pagato.

Fortunato Pompei