Attualità
|
11/08/2026 11:10

Modica-Reggina, calcio d’élite in uno stadio che non lo è. Il Pietro Scollo è pronto?

Centinaia di persone costrette a cuocersi sotto il sole in tribuna.

di Gabriele Giannone

Meteo: Modica 27°C Meteo per Ragusa

Il 13 settembre allo stadio Pietro Scollo arriverà la Reggina. E non sarà una partita qualsiasi. Per Modica sarà uno di quegli appuntamenti capaci di restituire il sapore del grande calcio, quello che da queste parti manca da oltre mezzo secolo.
La Serie D mette di fronte Modica e Reggina e porta in città una piazza dal blasone calcistico enorme, con centinaia di tifosi amaranto che potrebbero raggiungere Modica. Una bella vetrina. Per il calcio, certamente, ma anche per la città.
Modica è pronta ad accoglierli?
Perché se sul campo il Modica Calcio ha fatto passi da gigante, fuori dal campo la sensazione è che la città sia rimasta parecchio indietro. Il Pietro Scollo, nonostante alcuni interventi e gli sforzi compiuti dall’amministrazione comunale, continua a presentare limiti evidenti per una struttura chiamata oggi ad ospitare un campionato nazionale.
Comfort, hospitality, parcheggi, servizi di ristorazione e bar, accoglienza del pubblico, sistemazione delle tribune. C’è ancora parecchio da fare. E soprattutto c’è quella tribuna senza una copertura adeguata che il 13 settembre potrebbe trasformare Modica-Reggina in una lunga seduta sotto il sole siciliano. Sempre che, naturalmente, non piova. E in quel caso il problema sarebbe esattamente opposto.
È questo il paradosso.
La società del Modica Calcio, in pochi anni, sotto l’egida di Mattia Pitino e Luca Gugliotta, è riuscita a restituire lustro, credibilità e visibilità al calcio cittadino. Ha ricostruito entusiasmo attorno alla prima squadra, investito sul settore giovanile e riportato Modica in una dimensione calcistica che comincia a guardare persino al professionismo.
La squadra è cresciuta. La società è cresciuta. Lo stadio molto meno.
Eppure il Pietro Scollo è una struttura comunale. Ed è quindi alla politica e all’amministrazione che spetta accompagnare questo salto di categoria, programmando interventi che non siano soltanto quelli indispensabili per poter disputare le partite, ma che rendano lo stadio realmente accogliente e moderno.
Il 13 settembre potrebbe essere un piccolo spot nazionale per Modica. Arriveranno tifosi da Reggio Calabria, ci sarà attenzione mediatica e ci sarà una città da mostrare anche oltre i suoi confini. Il calcio, quando richiama centinaia o migliaia di persone, diventa economia, turismo, ristorazione, commercio e immagine.
Possibile che Palazzo San Domenico non abbia ancora compreso fino in fondo questa occasione?
I dirigenti del Modica hanno fatto la loro parte e adesso attendono risposte. Perché non si può chiedere a una società privata di costruire un progetto sportivo ambizioso e poi lasciarla giocare dentro una struttura che fatica a seguirne la crescita.
Il 13 settembre arriverà la Reggina. Un lusso per la Serie D, un evento per Modica.
Sarebbe un peccato ricordarlo, oltre che per il risultato, per le centinaia di persone costrette a cuocersi sotto il sole in tribuna.