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29/06/2026 14:30

Modica si riappropria della tradizione dei Santoni

I Santoni ogni anno prendono vita prima della processione tradizionale di San Pietro del 29 giugno.

di Redazione

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Modica – Un bagno di folla ha salutato domenica 28 giugno la seconda edizione del ritorno dei Santoni, le statue giganti mobili che rappresentano Gesù Cristo e gli Apostoli raffigurati sulla Scalinata della Chiesa Madre di San Pietro Apostolo in Modica. Le opere sono state realizzate dall’ associazione Kalikantun di Walter Buscema e Pierpaolo Ruta.

I Santoni ogni anno prendono vita prima della processione tradizionale di San Pietro del 29 giugno per trasmettere un messaggio di salvezza all’intera popolazione. Un messaggio non più riservato solo a chi entra in chiesa. La Chiesa nella sua globalità, con tutti i suoi Apostoli va incontro al popolo per ammonire e salvare tutti, tutti, tutti, che fu il messaggio ripetuto più ripetuto più volte da Papa Francesco durante la Giornata mondiale della gioventù a Lisbona. Ogni anno l’ iconografia dei Santoni si arricchisce con la realizzazione del simbolo di uno degli Apostoli. Dopo aver raffigurato nel primo anno la chiave di argento e la chiave d’oro in mano a San Pietro, che simboleggiano il perdono dei peccati in terra ed in cielo, quest’ anno è stata la volta del coltello di San Bartolomeo, che fu l’oggetto con cui fu martirizzato. La sfilata, non a caso, segue la premiazione avvenuta venerdì 27 giugno, proprio sulla scalinata di San Pietro Apostolo, in memoria dell’ architetto ragusano Titta Tumino prematuramente deceduto, che progettò il restauro dei Santoni di pietra raffigurati nella medesima Scalinata. Una sterminata folla ha accolto i Santoni che scendevano dalla via Mercé per fare ingresso in Corso Umberto 1°, per accompagnarla fino al Comune di Modica, alla Chiesa di santa Maria di Betlemme e poi alla Chiesa di San Pietro Apostolo, dove si sono effettuate soste per il cambio dei portatori, approfittando per fare scatti di foto storiche, comparabili con le foto realizzate fino agli anni ’50. Le testimonianze orali infatti riferiscono di una loro distruzione nel 1961 su ordine dell’ arciprete di San Pietro, dopo ripetuti inviti da parte del Vescovo, già a partire dal 1954. Si era senz’ altro smarrito il vero senso dei Santoni e il loro messaggio più autentico e genuino. Ormai erano percepiti come raffigurazioni pagane in competizione con la tradizionale processione Sacra dell’ arca Santa di antichissima origine, arricchita dal 1893 dalla presenza della statua di San Pietro e il paralitico, realizzata da Civiletti per il prezzo di lire Cinquemila, oltre alle spese di trasporto.