Cronaca
|
29/05/2026 09:07

Modica, strappa gli atti giudiziari in faccia ai poliziotti ed evade i domiciliari: il giudice lo mette in cella

Ancora guai per il tunisino che era andato in escandescenza nei giorni scorsi

di Redazione

Meteo: Modica 26°C Meteo per Ragusa

Modica – Il 39enne di nazionalità tunisina, modicano di seconda generazione e già noto alle forze dell’ordine, arrestato lunedì scorso dal personale del Commissariato di Polizia per la seconda volta nell’arco di appena tre giorni, è stato trasferito in carcere.

Tutto era iniziato il venerdì precedente, quando l’uomo era stato arrestato una prima volta per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Lunedì mattina si è tenuta l’udienza di convalida: il giudice ha convalidato l’arresto ma, per il reato specifico contestato, ha disposto nuovamente la misura della detenzione domiciliare.

 

La svolta surreale della vicenda è avvenuta proprio nel pomeriggio di quel lunedì. Gli agenti del commissariato si sono recati presso l’abitazione del pregiudicato per notificargli un provvedimento di aggravamento. Invece di collaborare, l’uomo ha reagito in modo violento e provocatorio, strappando e distruggendo i documenti ufficiali che gli agenti gli stavano notificando, per poi allontanarsi volontariamente da casa e darsi alla fuga nel tentativo di rendersi irreperibile.

 

La latitanza del 39enne è durata pochissimo: i poliziotti si sono messi immediatamente sulle sue tracce, intercettandolo e bloccandolo di nuovo. Per l’uomo è scattato così il secondo arresto in tre giorni, questa volta in flagranza, per la nuova evasione e per il grave comportamento tenuto nei confronti degli ufficiali di polizia.

 

Infine, ieri mattina, il magistrato firmatario del primo provvedimento, venuto a conoscenza della condotta e dei nuovi fatti contestati all’uomo nel pomeriggio di lunedì, ha valutato il comportamento del 39enne come un netto e definitivo aggravamento della situazione, disponendo per lui l’immediata custodia cautelare in carcere. L’imputato è stato quindi trasferito definitivamente in una cella della casa circondariale di Ragusa.