Prosegue l’investimento sulle case vacanza MonoResort
di Valerio Molinari
Modica – Gentile Sindaco,
ho letto con estrema curiosità la lettera che mi ha voluto inviare, e l’ho apprezzata. Ringraziandola per la stima dimostrata e per la mano tesa nei mie confronti, voglio subito precisare che la chiusura del Mono Beach Club non equivale a un mio abbandono di Modica. Anzi. Le vicende degli ultimi giorni hanno fatto passare in secondo piano che la restante parte delle mie attività in città, rappresentate dal piccolo nucleo delle abitazioni Mono Resort, non solo sta proseguendo, ma, proprio in queste ore, ha portato ancora una volta Modica sulla stampa internazionale, sul Daily Mirror (l’articolo qui).
Modica è e resta un museo a cielo aperto che porto nel cuore e continuerò, fino a quando mi sarà possibile, ad adoperarmi per il suo sviluppo e per la sua promozione. Anche se il Mono Beach Club non avrà più sede a Maganuco, e non per scelta mia, ma per una oggettiva impossibilità.
Dato che la Giurisprudenza è complessa e le carte stanno seguendo il loro iter, eviterò di scendere nei dettagli delle motivazioni – appellabili – che hanno dato il via al procedimento a mio carico, e non solo, ma cercherò di sgombrare il campo da una serie di possibili malintesi con Lei e con l’Amministrazione che rappresenta.
Venni da Lei nel 2010 accompagnato dal professionista da me incaricato di seguire l’iter riguardante i lavori di adeguamento dello chalet di Maganuco, insieme con l’imprenditore di Modica che all’epoca collaborava con me. Le illustrai la situazione complessiva della piazzetta Santa Chiara; dopo allora i nostri incontri furono pressoché nulli. Fino al settembre 2012, quando Lei venne informato del fatto che avevo subito alcuni atteggiamenti vessatori da parte del pubblico fruitore della spiaggia, e non dello chalet. Sostanzialmente parlammo dei temi riportati nella sua missiva di ieri e non nego la Sua disponibilità al dialogo e alla collaborazione, anche se, per mia scelta morale e imprenditoriale, ho scelto di non chiedere nulla all’Amministrazione.
Ricorderà che durante il nostro incontro concordavo con Lei sul fatto che gli imprenditori devono rischiare con i propri investimenti e le Amministrazioni Pubbliche devono mettere in campo tutti gli strumenti di controllo affinché le cose vengano fatte bene.
Il problema, indipendente dalla volontà di entrambi, è che a questo stadio io non sono arrivato perché mi è stato impedito dalla sensibilità di alcune persone che si sono preoccupate di denunciarmi affermando che “con un disegno criminoso, anche in tempi diversi ed in concorso con terzi abusavo in orari diurni e notturni di mezzi sonori e canori….”
Fino al 26 giugno 2011, giorno dell’apertura dello chalet, ho verificato personalmente e minuziosamente che ogni autorizzazione e ogni certificazione fosse in regola con ordinanze, leggi, decreti e provvedimenti di sorta. La struttura era stata autorizzata dagli enti di vigilanza preposti, sin dal 2011, a organizzare degli eventi e quindi come potevo organizzarli in forma abusiva, se ero autorizzato?
Se qualcuno si fosse presentato al Mono Beach Club per chiedere informazioni circa autorizzazioni e quant’altro, gliele avrei fornite senza alcuna difficoltà. Così come, se qualcuno si fosse presentato per dichiararsi in qualche modo disturbato, mi sarei scusato e mi sarei impegnato, ove possibile, per ovviare al problema.
Chi si è presentato, invece, lo ha fatto per addossarmi la colpa della troppa polvere in piazzetta, o per addossarmi la colpa delle troppe auto in piazzetta. O ancora, e siamo al paradosso, per accusarmi di trovare una coda troppo lunga ai bagni dello chalet!
Ad accuse del genere si potrebbe rispondere con una risata, consci di avere agito sempre in buona fede, rispettando le regole e avendo apportato non pochi benefici alla contrada di Maganuco. Si potrebbe rispondere con una risata se non fosse che la revoca delle licenze, e dunque l’impossibilità di proseguire l’attività, non è un fatto comico.
Se dovrò pagare una ammenda, lo farò di certo, ma il danno subito non si ferma ai 300 euro dell’ammenda. Ho dovuto chiudere prima del previsto una attività che, costatami un considerevole investimento, non era ancora andata in pareggio.
E rappresentando altre aziende del mio gruppo, il danno per me va ancora oltre.
Chi lo ha causato dovrà risponderne, così come io sono stato chiamato a rispondere di cose a dir poco bizzarre.
Caro Sindaco, la costa iblea è lunga e tutta bella, Maganuco a mio giudizio rimane la spiaggia più bella di tutto il territorio, ma il Mono Beach Club non può abitare in Piazzetta Santa Chiara. Questo hanno sentenziato i cittadini dell’amata Modica. Io ne ho solo preso atto.
Nella foto Valerio Molinari con due musicisti di fama mondiale, ospiti del suo locale per un concerto: Gavin Christopher e Roby Edwards
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