Cultura
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11/01/2011 20:10

Moni Ovadia è il Mercante di Venezia, a Vittoria

L'eccezione del governo italiano

di Redazione

Moni Ovadia
Moni Ovadia

Vittoria – L’ispirazione viene da Shakespeare e da uno dei più grandi personaggi da lui creati. Il titolo è “Shylock: il mercante di Venezia in prova”, che Roberto Andò e Moni Ovadia hanno tratto appunto da “Il mercante di Venezia”. Lo spettacolo è andato in scena ieri sera al Vittoria Colonna.

“In Francia e in Germania ci sono governi di destra: Ma Sarkozy e la Merkel non si sognano nemmeno di fare tagli alla cultura”, dice Ovadia in polemica col Governo Berlusconi. 

Dopo “Le storie del signor Keuner” di Brecht – anch’esso prodotto da Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna e Emilia Romagna Teatro Fondazione – Andò e Ovadia sono tornati a collaborare per questo lavoro scritto e diretto a quattro mani, che si inserisce nel solco di quel teatro musicale su cui l’artista d’origine bulgara ha da sempre incentrato la propria ricerca espressiva, fondendo l’esperienza di attore e di musicista.
Con lui è in scena, nel ruolo di Shylock, un interprete di eccezione: Shel Shapiro. Pioniere della musica rock in Europa e uno dei padri della canzone italiana a partire dagli anni Sessanta, il mitico leader dei The Rokes, ha proseguito la sua carriera come autore, arrangiatore e produttore per approdare negli ultimi anni sulle scene teatrali con il recital “Sarà una bella società” su testi di Edmondo Berselli.
“Shylock: il mercante in prova” è ambientato in una sorta di hangar, che potrebbe essere un mattatoio o un teatro, dove un regista attende di incontrare un misterioso uomo di affari che l’ha ingaggiato per proporgli di mettere in scena un testo che ha lungamente e vanamente inseguito, “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare. Dopo aver scambiato poche battute con alcuni giornalisti curiosi di conoscere le ragioni per cui ha accettato un simile ingaggio da un personaggio chiacchieratissimo (ci sono molti sospetti sulle origini criminose delle sue fortune finanziarie), il regista inizia a dialogare con il suo “mercante” e via via che i due discorrono si dipana la storia dell’ebreo Shylock, un ricco usuraio che nella Venezia cinquecentesca fa affari prestando denaro, disprezzato dai cristiani da lui odiati a sua volta, in particolare Antonio, che lo insulta e lo umilia accordando prestiti gratuitamente. Sarà però proprio Antonio, per aiutare l’amico Bassanio, a cui servono soldi per poter corteggiare la ricca ereditiera Porzia, che dovrà chiedere un prestito a Shylock, il quale glielo accorderà chiedendo in cambio, in caso di mancato pagamento, una libbra della carne di Antonio.