Ne raccolse le confidenze
di Redazione
Palermo – È morta all’età di 96 anni Maria Trizzino, dirigente storica della Regione siciliana e soprattutto capo di gabinetto del presidente Piersanti Mattarella, la prima donna a rivestire un incarico di questo tipo nell’Isola.
Fu lei, poche settimane prima dell’omicidio mafioso che, il 6 gennaio del 1980, a Palermo, portò alla morte del fratello dell’attuale capo dello Stato, a raccogliere le confidenze dell’esponente moroteo della Dc: reduce da un colloquio a Roma con l’allora ministro degli Interni, Virginio Rognoni, Piersanti Mattarella disse alla Trizzino che se gli fosse accaduto qualcosa, “la causa sarebbe stata da ricercare in quel colloquio”, senza aggiungere o specificare altro.
Trizzino depose nei processi per gli omicidi politici e sul delitto di via Libertà Rognoni disse sempre di non ricordare il contenuto della conversazione col presidente siciliano. Nata e cresciuta a Palermo, Maria Trizzino attraversò decenni di impegno istituzionale e civico, lasciando una traccia significativa nel cuore delle istituzioni regionali. Il nipote, Giorgio Trizzino, fondatore della Samot, la ricorda come «una donna di grande caratura umana e professionale, capace di coniugare fermezza e delicatezza in un periodo storico segnato da tensioni profonde».
© Riproduzione riservata