Silvia Monti, nome d’arte di Silvia Cornacchia, aveva 80 anni.
di Redazione
«Vedere un’anima così vibrante affrontare la crudeltà della Demenza Frontotemporale (FTD) è un dolore che non si può spiegare a parole. Mi chiamo Edoardo Donà dalle Rose e il 1° novembre 2026 sarò sulla linea di partenza della Maratona di New York. Anche se sarò io a correre i 42,195 chilometri attraverso i cinque distretti della città, ogni mio passo sarà spinto dalla forza e dallo spirito della mia adorata nonna, Silvia Monti Cornacchia D.B.». Con queste parole Edoardo Donà dalle Rose descrive la nonna Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti, morta a 80 anni a causa di questa malattia. Attrice, aveva sposato in prime nozze Luigi Donà dalle Rose, il fondatore di Porto Rotondo, borgo al quale Silvia Monti è rimasta sempre legata. Un legame solido, durato 25 anni. Poi la separazione e nel 1997 il matrimonio con Carlo De Benedetti, con cui viveva a Lugano.
Il ricordo del nipote
«Una Donna Unica per Bellezza e Intelligenza», la descrive il nipote sul suto Gofundme, dove ha aperto una raccolta fondi per sostenere il “Centro Dino Ferrari” Università degli Studi di Milano – Ospedale Policlinico. «Per il mondo – prosegue nel post- Silvia è un esempio di forza, tenacia e saggezza; una donna dal carattere immenso che ha rappresentato un modello per tutte le donne. Dalla bellezza incredibile e dal talento naturale come attrice, è stata una “donna speciale” che ha illuminato lo schermo negli anni ’70, condividendo con il mondo il suo spirito libero. Nella vita privata, è stata una grande moglie, capace di dare un sostegno immenso e incondizionato, restando sempre al fianco dei suoi cari con grinta e dedizione. È una sorella splendida e stimata, ma per me è molto di più. È una nonna adorabile e sensibile, ma anche severa nei momenti del bisogno; una madre devota dalla generosità infinita che ci ha insegnato il valore del rispetto, l’educazione e il vero significato della famiglia. Per me è sempre stata come una seconda madre, un pilastro di sostegno e di amore infinito».
Era nata il 23 gennaio 1946 in Veneto. Aveva lavorato soprattutto tra la fine degli anni Sessanta e Settanta per diverse produzioni cinematografiche italiane. Tra i film per i quali è maggiormente conosciuta: «Il corsaro nero» del 1971, «Peccato d’amore» del 1972 e «Milano: il clan dei calabresi» del 1974.
© Riproduzione riservata